Dall’inizio della così detta Fase 2, l’attività motoria è stata spesso oggetto di notevoli rettifiche, con restrizioni di carattere regionale che sono state, di volta in volta, riviste con opportune ordinanze regionali.

Si può dire, ormai, che anche a carattere nazionale la diffusione del virus abbia finalmente subito un notevole rallentamento, e tutto questo ha permesso di ottenere allentamenti che non devono portare, tuttavia, all’abbassamento della guardia da parte di tutti. Niente più limitazioni di orario per l’uscita motoria, dando fiducia alle persona e la possibilità di gestirsi al meglio il proprio momento di relax.

La risposta del popolo campano è stata piuttosto ammirevole e di forte esempio anche a livello nazionale: il buon senso delle persone ha risposto a pieni voti alle raccomandazioni del presidente Vincenzo De luca, il quale ha ottenuto – senza troppe avvisaglie – un atteggiamento responsabile da parte di tutti, con utilizzo della mascherina, passeggiate isolate ed attività motoria svolta lontano dagli assembramenti.

Sul fronte sportivo, nello specifico, a partire dal 25 Maggio c’è stata anche la riapertura delle tanto desiderate palestre, purché il tutto avvenisse con le dovute limitazioni, l’opportuna e contigua sanificazione delle aree e nel rispetto delle leggi stabilite in ambito nazionale.

Riconosciuti fin dal principio come luoghi di aggregazione e di massimo pericolo di contagio, le palestre si sono subito dovute attrezzare per consentire il rientro in sede di tutti quegli sportivi che, impazientemente, aspettavano la loro riapertura; eppure non si è trattato di vero e proprio assalto: nonostante tutte le misure attuate e le restrizioni sul numero di ingressi, le persone sembrano ancora piuttosto intimorite dal nemico “Coronavirus”, al punto tale da preferire ancora una normale attività motoria svolta all’aperto e lontano dal pericolo di aggregazione, piuttosto che un luogo chiuso in cui – va detto – con tutte le precauzioni di questo mondo vi è comunque un pericolo di aggregazione maggiore.

Sull’ago della bilancia va anche tenuto conto che, infondo, si tratta solo della prima settimana e c’è bisogno magari di un pizzico di fiducia in più: ma quanto tempo ancora per tornare ad una parvenza di normalità? Da un lato il buon senso della gente e dall’altro l’economia di strutture sportive che, insieme a tante altre, stanno pagando lo scotto della pandemia.

Sarà il tempo, come sempre, a rispondere, e nel mentre la movida sportiva cerca – affannosamente – di riprendere i propri ritmi.

Martina Amodio

 

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