Nel 2013, più precisamente il 23 agosto, il settore dello sport per lo sviluppo ha ottenuto il riconoscimento del 6 aprile da parte delle Nazioni Unite, come Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace.

La Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace è una celebrazione annuale del potere dello sport per il cambiamento sociale, lo sviluppo della comunità, la pace e la comprensione.

“Lo sport ha il potere di cambiare il mondo – scriveva Mandela – Ha il potere di suscitare emozioni. Ha il potere di unire le persone come poche altre cose al mondo. Parla ai giovani in un linguaggio che capiscono. Lo sport può creare speranza, dove prima c’era solo disperazione. È più potente di qualunque governo nel rompere le barriere razziali. Lo sport ride in faccia ad ogni tipo di discriminazione”.

Lo sport al servizio della pace si esprime, tra l’altro, durante i grandi raduni mondiali. Per esempio, nell’antica Grecia, i giochi olimpici segnavano un momento in cui la guerra si fermava e gli atleti e gli spettatori potevano attraversare le zone di conflitto senza preoccupazioni.

Grazie al suo forte impatto, lo sport è stato progressivamente riconosciuto e utilizzato come strumento di aiuto umanitario, di sviluppo e di costruzione della pace in tutte le regioni del mondo, specialmente le più remote, cioè un importante investimento nel presente e nel futuro attraverso progetti a breve termine come l’aiuto umanitario e progetti a lungo termine che mirano alla reintegrazione di bambini e giovani colpiti dalla delinquenza e dalla violenza.

Per le società moderne, lo sport non è più considerato un lusso ma è diventato una necessità fondamentale che riguarda la salute, l’educazione, la coesione sociale, l’economia, la diplomazia e il dialogo interculturale.

 

Giusy Valerio

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