La Cei: “Inaccettabile il no alle messe, nega la libertà di culto”

Sembra che l’Italia ripartirà dal 4 Maggio con l’inizio della Fase 2 e man mano, nei giorni a seguire, con la riapertura delle varie attività, con tutte le cautele possibili.

Nonostante lo spiraglio di luce, alcune direttive nazionali non sono piaciute: a storcere il naso sono stati i vescovi della Cei e qualche membro della Lega, che alla decisione del Premier di non poter celebrare ancora messe per il momento, si sono fatti sentire, appellandosi alla libertà di culto.

C’è anche da dire però, che Conte abbia espressamente dichiarato che i riti funebri potranno riprendere, purchè vi siano massimo quindici persone e tutte con le mascherine.

Ma questo probabilmente non è bastato nè ad alcuni esponenti politici, nè ai vescovi, che si sono ribellati malgrado Palazzo Chigi si sia limitato a seguire i consigli  di virologi e scienziati sulle precauzioni da prendere per non avere una nuova ondata di contagio.

In ogni caso, la riapertura del Paese ha innescato due ideologie di pensiero tra i politici: una dei “prudenti”, l’altra degli “aperturisti”.

Tra i primi ritroviamo Speranza che sostiene:” Vanno mantenute le distanze, la situazione può peggiorare; gli fa eco Franceschini dello stesso parere.

Nei secondi vi sono Lamorgese e Bonetti: la prima dichiara che sia necessario abolire l’autocertificazione, l’altra sostiene il diritto di celebrare messe.

Chi avrà ragione?Ai posteri l’ardua sentenza

 

Nazarena Cortese

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