Alcuni parenti della ragazza diciassettenne contagiata hanno cominciato a manifestare febbre e dispnea, per cui sono stati trasferiti all’ospedale Cotugno dove i medici hanno riscontrato anche un’infezione da tubercolosi.

Intanto nel campo, mai completamente chiuso, è scoppiato il malcontento.

Non potendo uscire dal campo sorvegliato H24, gli abitanti hanno cominciato a lamentarsi per la mancanza di generi di prima necessità.

Altri, invece, lamentano il fatto che si stia facendo una limitazione eccessiva anche per chi, sottoposto al tampone, è risultato negativo, e quindi potrebbe essere libero di circolare anche all’esterno.

Un residente del campo rom ha dichiarato: “Chiediamo aiuto per le necessità quotidiane e per chi, come noi, non ha la possibilità di muoversi. Chiediamo che le autorità competenti intervengano al più presto per aiutarci a superare questa situazione di emergenza”.

All’appello si sono unite anche le associazioni di volontariato che si stanno facendo carico dell’assistenza e della sorveglianza sanitaria.

Nonostante la misura cautelare dell’isolamento, sono stati denunciati 13 abitanti del campo rom che avevano tentato di eludere la sorveglianza sanitaria e tra queste erano presenti anche dei residenti in partenza per la Calabria.

Inoltre continuano le indagini da parte dell’Asl Napoli 1 che sta proseguendo con l’attività di screening per individuare i contatti e le relazioni avute dai contagiati.

L’ Associazione Salvabimbi onlus, l’Asl partenopea e la Regione Campania hanno distribuito più di 2000 mascherine per bimbini del campo rom di Secondigliano e altrettanto materiale rivolto agli adulti creando un “punto di assistenza” fisso all’interno del campo per sostenere gli abitanti.

 

Marianna Di Donna

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