Si accendono nuovi focolai

Due mesi dopo l’inizio della quarantena obbligatoria e a pochi giorni dalla riapertura del Palazzo di Giustizia per l’inizio della “Fase 2”, si sono verificati due nuovi casi di Covid-19: in maniera più specifica, si tratta di un gip e di un carabiniere.

Nella mattinata di ieri, un giudice della sezione gip non si è recato a lavoro, poichè positivo al coronavirus.

La sua segnalazione ai vertici del Palazzo ha dato il via al blocco di ogni attività all’undicesimo piano della Torre B e alla sanificazione dell’intero stabile in corso questa mattina.

L’Asl, nel frattempo, ha avviato un’indagine accurata per capire il giudice con chi sia stato a contatto, in modo da ridurre la diffusione.

In Procura invece è risultato positivo un carabiniere: sono stati i vertici dell’arma a far scattare i test sierologici per gli altri colleghi.

I due casi in questione, hanno spinto l’Anm e altri organi di competenza, a volersi tutelare e a richiedere, tramite un documento, test sierologici a tappeto per tutta la categoria di lavoratori in ambito giudiziario, a stretto contatto con le persone.

Ecco il testo del documento scritto da Marcello Amura e del suo segretario Marcello De Chiara:«La recente notizia di ulteriori due casi di positività negli uffici giudiziari di Napoli getta i magistrati del distretto in un stato di dolorosa prostrazione, essendo, ormai, innegabile l’esistenza di una precisa correlazione tra la perdurante diffusione del contagio e l’esercizio delle funzioni giudiziarie. Non è un caso che ciò sia avvenuto nell’ufficio gip e nella Procura della Repubblica, proprio in quegli uffici che richiedono la continuativa presenza di magistrati e personale ausiliario onde assicurare pronta risposta alla mai attenuata domanda di giustizia della collettività. A pochi giorni dall’inizio della cosiddetta fase 2, è perciò certamente giustificato lo sgomento dei magistrati che, pur costretti ad operare in condizioni non adeguate al rischio su di loro incombente, ancora oggi vedono non riconosciuta la propria condizione di categoria a rischio. Se si vuole evitare che l’imminente completa riapertura del Tribunale determini un incontrollabile e drammatico aggravamento della situazione epidemiologica è assolutamente necessario procedere nelle prossime ore ad una completa mappatura, mediante test sierologici del personale giudiziario ed amministrativo degli uffici giudiziari napoletani, dando assoluta priorità a quello delle sezioni direttamente colpite dalle nuove registrate positività».

 

Nazarena Cortese

Commenti

commenti