Per alcuni settori la crisi inizia a farsi sentire

Uno studio portato avanti da Confesercenti Campania per appurare la situazione economica delle attività commerciali nella Regione, dopo 10 giorni dalla riapertura, fa emergere dati contrastanti.

Per quanto riguarda la categoria dei parrucchieri e barbieri, vi è una ripresa; per gli altri settori commerciali, vi sono dolenti note.

Secondo il sondaggio di Confesercenti, in Campania risultano essere soddisfatti parrucchieri e barbieri, che dopo la fine del lockdown, sono stati invasi dai clienti, per un incasso, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, del 100% in più.

Dati incoraggianti anche per gli alimentari che hanno avuto un fatturato positivo che va dal 20% al 32%.

Abbigliamento e moda, invece, hanno risentito molto della quarantena obbligatoria e anche dopo la riapertura, non hanno ingranato come speravano.

E’ stato stimato che vi sia stata una diminuzione del fatturato del 90% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Per i bar, la situazione non è migliore: l’incasso medio giornaliero è distante dalle cifre di 12 mesi fa, sino al 70%  in meno.

Per non parlare della ristorazione, dove si assiste ad un calo del 97-98% del fatturato.

I locali che hanno aderito solo al “delivery” e al “take away”, vanno un pò meglio, in questo caso.

All’ultimo posto, di questa triste ma veritiera classifica, troviamo il settore turistico, alberghiero ed extralberghiero dove la diminuzione è del 100% degli introiti.

Vincenzo Schiavo, presidente di Confesercenti Campania dichiara:  “Le imprese sanno che stanno facendo un salto nel vuoto, e che non c’è mercato; in più il reddito pro capite della Regione Campania è molto più povero di quello che abbiamo lasciato prima dell’emergenza: rispetto a 12 mesi fa si è impoverito del 25%. I dati dunque non ci sorprendono, le difficoltà riguardano quasi tutte le categorie tranne le attività che sono rimaste aperte anche nel corso del lockdown e quelle che stanno avendo buone risposte dopo la riapertura. Ci preme però sottolineare l’assoluta crisi della filiera del turismo, degli alberghi, dei grandi ristoranti e del wedding: c’è il concreto rischio di chiusure definitive delle attività se non ci sarà un sostegno ulteriore, nei prossimi mesi, dei governi nazionale e provinciale“.

Nazarena Cortese

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