”Un bicchiere d’acqua per tutti, ma che non

toglie la sete”

Il Governo ha varato il decreto Rilancio per fare in modo che la crisi economica italiana innescata dall’arrivo della pandemia, inizi a sanarsi.

Tra i vari provvedimenti adottati, tale decreto prevede anche dei contributi a fondo perduto per alcune imprese, che in teoria dovrebbero dare un po di respiro ai piccoli imprenditori, ma che in realtà a detta di alcuni, farebbe ben poco.

Ciò emerge dalle simulazioni effettuate dall’Ufficio studi della Cgia di Mestre, capitanato da Paolo Zabeo che ha dichiarato: “Solo pochi spiccioli. In altre parole, con i contributi a fondo perduto il Governo sta offrendo un bicchiere d’acqua a tutti, ma non è nelle condizioni di togliere la sete a coloro che ne hanno veramente bisogno”. 

Renato Mason, segretario della Cgia, sostiene: “E’ vero che oltre agli indennizzi diretti è stato introdotto l’abbattimento dell’Irap, la riproposizione dei 600 euro, la detrazione del 60% degli affitti delle attività che hanno visto crollare di almeno il 50% del fatturato negli ultimi 3 mesi e il taglio delle bollette, ma tutto questo è ancora insufficiente a colmare la rovinosa caduta del fatturato registrata in questi ultimi mesi da tantissime piccole imprese”. 

La simulazione effettutata dalla Cgia relativa agli effetti dei contributi a fondo perduto condotti su 7 casi mostrano che: 

1)un parrucchiere con un fatturato medio annuo di 70 mila euro, riceverà il 20% di questo disavanzo: in pratica otterrà 1.167 euro; 

2)un negozio di abbigliamento con un fatturato annuo di 180mila euro ad aprile 2020 rispetto allo stesso mese dell’anno scorso, avrà un negativo di 15 mila euro:riceverà dallo Stato 3.000 euro, cioè il 20% della perdita.

Lo studio portato avanti da Cgia continua e asserisce che: 

3)un’ impresa edile con 450 mila euro di fatturato avrà una caduta del fatturato di 37.500 euro:secondo il decreto Rilancio riceverà 5.625 euro, tale importo è stato ottenuto applicando il 15% sulla perdita; 

4)un’azienda tessile con ricavi annui di 500mila euro e un disavanzo di 41.667 euro, riceverà dallo Stato 6.250 euro, pari al 15% della perdita;

5)una concessionaria auto con fatturato annuo di 1,1 milioni di euro e un disavanzo mensile di 91.667 euro, porterà a casa 9.167 euro, ovvero il 10% del disavanzo; 

6)un mobilificio con un volume di affari di 1.700.000 euro e un disavanzo di 141.667 euro, verrà indennizzato con 14.167 euro; 

7)un’ attività alberghiera con 5 milioni di fatturato e una perdita ad aprile 2020 su aprile 2019 di 416.667 euro, incasserà 41.667 euro, vale a dire il 10% della perdita.

 

Nazarena Cortese

 

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