Tuccillo: “E’ necessario prevedere aiuti per i lavoratori autonomi che non hanno ammortizzatori sociali”

AVERSA – “Il momento è difficilissimo per aziende e professionisti. Nonostante i lavoratori autonomi abbiano un carico fiscale superiore a quello dei lavoratori dipendenti, quindi, contribuiscono maggiormente alle casse del Paese, non hanno le stesse tutele”. Lo afferma Antonio Tuccillo, presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Napoli Nord a margine dell’incontro che si è tenuto online sulla piattaforma Zoom Webinar “Il ruolo delle istituzioni professionali all’epoca dell’emergenza Covid-19”, promosso da Francesco Corbello (membro della Commissione Internazionalizzazione dell’Ordine di Napoli Nord e consulente economico nell’Emirato di Dubai).

“Quando c’è una crisi economica – ha aggiunto – che coinvolge l’azienda i lavoratori dipendenti possono contare sugli ammortizzatori sociali mentre per i lavoratori autonomi non c’è mai stata una forma di tutela e di assistenza al reddito”.

Tuccillo denuncia la corsa alla richiesta dei 600 euro di indennità: “Rispetto per chi si trova in difficoltà e chiede un aiuto – sottolinea Tuccillo -, ma bisogna avere disprezzo per chi specula senza averne bisogno e così non si fa altro che indebolire le finanze pubbliche distribuendo, pro capite, una cifra simbolica non ha alcun senso, indebolisce lo Stato e non risolve il problema a chi le riceve”.

Poi, l’accusa del presidente Tuccillo al Governo: “non abbiamo avuto un ruolo nella gestione dell’emergenza, chiediamo con determinazione di partecipare attivamente alla ripartenza che va programmata scientificamente, dal finanziamento alle imprese con un occhio a quelle più colpite dalla crisi, il settore turistico in particolare, per poi programmare interventi di aggregazione e sviluppo delle categorie professionali”.

“Le finanze pubbliche, necessarie alla ripartenza, dovranno essere reperite dallo stato non come al solito torchiando, ancora una volta, imprese e professionisti. Non è possibile che al danno si aggiunga anche la beffa. Le risorse aggiuntive – conclude il numero uno dei commercialisti di Napoli Nord – dovranno necessariamente provenire, in parte dall’Europa che a questo punto deve finalmente dimostrare di esistere, ed in parte da una pace fiscale che sia vantaggiosa per i contribuenti e che consenta di guardate non più al passato, ma al futuro con serenità”.

Per il tesoriere dell’Odcec Napoli Nord Vincenzo Natale “è necessario attuare un vero e proprio ‘Piano Marshall’ per la professione. Ed è per questo che chiediamo alle Casse di Previdenza e al Consiglio Nazionale di intervenire con vigore, audacia e con strumenti straordinari. Vogliamo che il Governo – rimarca Natale – consenta alle nostre istituzioni professionali di derogare ai vincoli legislativi per liberare risorse finanziarie sufficienti a superare l’emergenza”.

“I Commercialisti possono e devono trarre tutte le opportunità da questa emergenza – spiega Francesco Corbello -. La nostra professione ha bisogno di nuova linfa, di far comprendere alle istituzioni che siamo indispensabili per il ciclo economico, ma non a chiacchiere, di chiedere al Governo un equo compenso per i numerosi servizi che quotidianamente vengono effettuati a supporto del sistema Paese come l’invio delle dichiarazioni dei redditi, la predisposizione degli F24 per i versamenti e tutte le attività per le quali ad altre organizzazioni vengono riconosciuti compensi (Caf) mentre noi siamo sempre in seconda linea. Spero – evidenzia Corbello – che il messaggio sia passato perché, ormai, non c’è più tempo”.

Per Gennaro Ciaramella (delegato della Cassa di previdenza dei dottori commercialisti), invece, “il piano Marshall” che le istituzioni intendono adottare per rilanciare la nostra professione, in un momento così delicato, richiede il massimo impegno di tutti gli attori. La Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza dei Dottori Commercialisti si è resa disponibile ad adottare tutte le misure atte a sostenere i colleghi in difficoltà, tra cui quella di favorire una iniezione finanziaria, nei tempi e nei modi più idonei, al fine di consentire ai nostri studi di affrontare le spese correnti, ma soprattutto quanto necessario per la riorganizzazione post Covid”.

“La nostra professione è considerata essenziale in un momento di emergenza, siamo sempre utili al paese quando si tratta di predisporre gli adempimenti e consentire l’attività di incassi e di accertamento da parte dell’ADE – ha affermato Giuseppe Vitagliano, consigliere dell’Odcec Napoli Nord -. Non mi spiego come sia possibile che non siamo considerati quando è il momento di predisporre atti che interessano i contribuenti, nostri clienti. È evidente che c’è qualcosa che non va, qualcuno non sta compiendo il compito per cui è stato insignito dai colleghi. Ultimo smacco è la proroga degli accertamenti di due anni che, in un momento come questo, appare davvero incomprensibile. I nostri vertici devono rendersi conto che l’ora dei ragionamenti è finita. Occorre sedersi ai tavoli e condividere le decisioni di politica economica del Paese – conclude -, serve un piano incisivo e coordinato per sostenere realmente chi sta in difficoltà e contemporaneamente riportare questa categoria ai livelli che merita.

All’incontro hanno partecipato anche Walter Anedda (presidente della Cassa Nazionale Previdenza ed Assistenza Dottori Commercialisti), Achille Coppola (segretario nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili italiani) e Raffaele Marcello (consigliere nazionale dei Commercialisti e degli Esperti Contabili italiani delegato area revisione legale).

Comunicato stampa

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