Geolier, storia di un rapper di casa nostra

 

È partito tutto da una semplice passione per il rap, poi diventa un pezzo, poi un altro e un altro ancora. Infine arriva una hit e migliaia di visualizzazioni e questo ragazzo diventa un rapper molto popolare.

Sì, perché, Emanuele Palumbo, in arte Geolier, in pochissimo tempo ha visto cambiare la sua vita da operaio a idolo dei giovanissimi.

Sulla cresta dell’onda adesso vanta all’attivo diversi featuring con Sfera Ebbasta, Shablo e Anna Tatangelo.

Tutti progetti, questi, che lo hanno fatto un po’ uscire da quell’ etichetta di rapper che rappa solo in dialetto.

In realtà, come lui stesso spesso dice, il suo successo è dovuto alla sua musica,ai suoi testi ma anche al fatto di riuscire a parlare come i suoi stessi fan, ed è questo un elemento facilitatore per chi ha adolescenti come pubblico.

Sembra una storia senza ostacoli la sua, ma non è stato così.

Geolier incontra il primo ostacolo proprio in famiglia: lui ha già un lavoro, è un operaio in una fabbrica di lampadari, e i genitori, ma soprattutto suo padre, non sono d’accordo e si oppongono alla sua idea di lasciare il lavoro certo per poter fare musica.

Ma lui imperterrito continua e compone “P Secondigliano” mentre viene invogliato dagli amici di sempre a pubblicarlo in rete.

Le visualizzazioni diventano tantissime e in giro, tra i ragazzini, tutti, non solo cantano la sua canzone ma iniziano a vestirsi e atteggiarsi proprio come lui.

È così che decide il suo futuro, lascia il lavoro, incontra quello che oggi è il suo manager, Enzo Chiummariello, noto nell’ambiente rap, ed inizia la sua ascesa verso quel mondo della musica che attualmente lo definisce un ” marchio”.

 

Marianna Di Donna

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