Conte ha firmato il nuovo decreto, discoteche e stadi restano chiusi fino al 7 ottobre

Il Premier Giuseppe Conte, per cercare di contrastare la diffusione dell’epidemia di coronavirus, ha deciso nel nuovo decreto di imporre l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto dopo le 18, gli assembramenti restano vietati e le discoteche rimangono chiuse.

Il Presidente Conte ha però deciso di allargare tale decisione non più fino al 7 settembre ma fino al 7 ottobre, continuando a mantenere l’opportuno metro di distanza.

“Nel nuovo decreto di Conte le norme sono tutte confermate, anche quelle che riguardano il ballo.

Sono semplicemente prorogate.

Sono in vigore dal 16 agosto e le prorogheremo per altri 30 giorni” conferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, a margine della visita all’incubatore Toscana Lifes Sciences a Siena, sottolineando in particolare che “il Governo nazionale non ha mai riaperto le discoteche, lo hanno fatto alcune Regioni che ne avevano la facoltà ma noi siamo intervenuti per richiuderle.

Il decreto firmato oggi, non fa altro che prorogare le misure di sicurezza a cui tutti devono attenersi, e tra questi rientrano sia le discoteche che gli stadi.”

Questa idea sembra però essere in disaccordo con altri politici, poiché il senatore Matteo Salvini, avrebbe dichiarato:

“Con cautela io riaprirei gli stadi. Con stadi che possono contenere 70-80mila persone, se fai entrare 5-10mila persone con cadenza oraria uno a dieci metri dall’altro si può fare. Hai riaperto i cinema, i teatri… Ci sono migliaia di posti di lavoro che dipendono da questo settore.

A noi interessano i tempi, i modi e le spiegazioni. Se si è agito in ritardo o si è agito male, Conte e Speranza devono dare spiegazioni. Gli italiani meritano risposte”. E conclude: “O il governo fa le cose o non deve rompere le scatole alle Regioni che agiscono.”

 

Il problema assembramento riguarda anche il settore scuola in particolare il trasporto scolastico, essendo la capienza dei mezzi  fissata all’80% in cui sarà necessario garantire efficaci sistemi di aerazione e ricambio dell’aria e mascherina obbligatoria.

Per lo stesso settore sono state poste delle indicazioni anche per quanto riguarda la gestione dei focolai di casi di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”, istituendo non solo locali adibiti al bambino infetto ma anche per istituire un presidio medico all’interno della scuola.

Il decreto, firmato da Conte e da tutti gli altri ministri tocca anche il tema dei rientri dall’estero, confermando il divieto di ingresso per chi arriva dai Paesi inseriti nella black list, che al momento sono:  Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Serbia, Montenegro e Kosovo.

Le coppie che vivono in Stati diversi e che fino a oggi non si sono potute incontrare, ora avranno la possibilità di farlo. Il nuovo Dpcm permette infatti ai partner che vivono in Paesi diversi di ricongiungersi, consentendo l’ingresso per raggiungere il domicilio, l’abitazione e la residenza di una persona, anche non convivente, con la quale vi sia una stabile relazione affettiva.

Viene confermata anche la validità dell’ordinanza del Ministero della Salute, Speranza, del 12 agosto scorso, la quale obbliga coloro che nei 14 giorni antecedenti al rientro in Italia abbiano soggiornato o transitato in Croazia, Grecia, Malta o Spagna a sottoporsi al tampone.

Sono autorizzati al rientro coloro che si sono già sottoposti al test nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale; in alternativa il tampone viene sottoposto direttamente in aeroporto o comunque entro 48 ore dall’ingresso in Italia.

Conte prevede che siano attuate misure di sicurezza per impedire gli assembramenti dalle 18 e il continuare a mantenere precise misure di sicurezza per evitare la diffusione del virus.

 

 

Teresa Barbato

 

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