I pensieri si arrovellano su se stessi, il comportamento prende la forma dell’evitamento e il corpo entra in uno stato di vigilanza

 

La nostra redazione ha voluto chiedere alla Dottoressa Immacolata Dell’Aversana, psicologa attiva sul territorio melitese già da diverso tempo, un parere sullo stato emotivo che stiamo vivendo in questo periodo e di come poter gestire l’ansia causata dal coronavirus.
Di seguito il parere della Psicologa.

Da quando l’emergenza coronavirus è diventata, purtroppo, realtà, ci sta capitando di vivere diverse emozioni: inizialmente la rabbia causata dall’impossibilità di non poter fare più ciò che si poteva fare prima, la tristezza per la perdita o contagio di persone care e non, la paura per ciò che può accadere a noi o a chi amiamo e l’ansia, costante, causata dal non poter far nulla per poter fermare questa pandemia. Ora fluttuiamo nell’attesa che tutto abbia presto una fine, occupiamo il tempo collegandoci a siti che possano darci informazioni ma che, invece, non fanno altro che aumentare il nostro stato ansiogeno. Vediamo le nostre vite stravolte cercando di mantenere normalità e ciclo produttivo.
Capiamo insieme la virata che stanno prendendo i nostri pensieri e le nostre ricerche su internet che ci permettono di sentirci simili all’altro. Trascorriamo il nostro tempo facendo le stesse cose riempiendo quel vuoto con altro coen ad esempio cibo, informazioni, messaggi, poi ci domandiamo se è paura, ansia o cos’altro, se rischiamo addirittura di perdere la ragione. Per questo, ora vi faccio un breve recap su cos’è l’ansia e quando si presenta. Mentre la paura è la risposta emotiva ad una minaccia, reale o percepita, l’ansia è l’anticipazione di una minaccia futura. Nell’ansia la mente corre avanti mentre la paura ha un timore preciso.
Mentre ci si preoccupa, mente e corpo si attivano: i pensieri si arrovellano su se stessi, il comportamento prende la forma dell’evitamento e il corpo entra in uno stato di vigilanza. Quali sono i sintomi dell’ansia in cui possiamo riconoscerci? Difficoltà a controllare le nostre preoccupazioni, irrequietezza, irritabilità, tensione muscolare e alterazione del sonno sono i disagi più frequenti. Questa ansia ci protegge, perché ci protegge dai nostri stessi comportamenti sconsiderato, le emozioni, infatti, hanno una funzione soprattutto adattiva.
Diverso è il caso degli attacchi di panico. Negli attacchi di panico i sintomi ci sorprendono in modo forte e inaspettato, infatti le persone che ne soffrono, hanno la costante paura di averne altri. L’attacco di panico appare improvvisamente, ha un apice di 10 minuti. È importante non sentirsi giudicati per questo e non si deve mai considerarlo un momento di debolezza ma un segno della nostra condizione attuale: il corpo ci parla in modo violento ma è una condizione transitoria di cui potremo discutere con uno psicologo. La brutta sensazione di perdere il controllo, impazzire o addirittura morire sono sensazioni vere ma non sta accadendo veramente: tornerete ad uno stato di normalità. È importante non evitare di fare esercizio fisico e di non limitate le attività quotidiane.
In questi giorni un po’ particolari, così lontani dalla nostra quotidianità ci sentiamo più inclini ad avere degli impatti emotivi. La chiusura in casa ci fa sentire protetti, ma anche schiacciati. Questa condizione può essere sperimentata più facilmente da chi di norma prova un senso di costrizione o inquietudine negli spazi chiusi o affollati. Questo per dire: se vi sentite più inquieti del solito è perché probabilmente siete abituati a ritagliarvi spazi di libertà che vi garantiscono autonomia e movimento, un senso di integrità. Per questo consiglio di mantenersi attivi, di fare movimento anche in casa pensando che questa sarà una condizione transitoria. Il timore di venire contagiati è trasversale a tutti ma iperstimola coloro che tendono a stare male se qualcosa nel loro corpo sfugge al loro controllo o che già erano ipocondriache. Per questo motivo è fondamentale mantenere la mente quanto più possibile impegnata confrontandosi con altre persone e/o cercando aiuto laddove necessario. Passerà, sarà un brutto ricordo che, però, darà un senso a tutto ciò che magari prima un senso non aveva. Sarà tutto più bello e saremo tutti più forti di prima consapevoli che la vita va vissuta appieno nel rispetto di sé e dell’altro.

 

Dott.ssa Immacolata Dell’Aversana
Psicologa e Mediatrice familiare

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