Una nuova chiusura dell’asse perimetrale che da Secondigliano collega tutto l’hinterland nord

Sono passati appena 17 giorni dalla riapertura del tratto stradale dell’asse perimetrale , avvenuta lo scorso 10 settembre, dopo una chiusura forzata durata ben oltre un mese.

L’asse mediano, infatti, risulterebbe interdetto al traffico dalla giornata di venerdì, nella tratta che prevede l’imbocco da viale Comandante Umberto Maddalena, nel quartiere al limite tra Capodichino e Secondigliano.

Si tratta di un problema non da poco che starebbe generando, in queste ore, gravissimi disagi alla circolazione. Nonostante la presenza ai quattro incroci di Piazza Capodichino, del personale della Polizia Municipale addetto alla viabilità, sembrerebbe che lunghe code starebbero intasando il già congestionato contesto del corso di Secondigliano.

La Protezione civile avrebbe fatto sapere che la motivazione della chiusura del tratto suindicato starebbe nel pericolo imminente di caduta alberi; sembrerebbe, in sostanza, che in alcuni tratti dell’asse perimetrale vi sia la presenza di alberi, il cui crollo potrebbe essere imminente, rappresentando, di fatto, un rischio per gli automobilisti in transito.

A questo punto, però, a fronte del disagio causato, si starebbe scatenando, in queste ore, una vera e propria bagarre tra carte e scartoffie sulle varie responsabilità e spettanze.

Il presidente della VIII Municipalità che comprende le zone di Piscinola, Marianella, Chiaiano e Scampia, avrebbe rispedito al mittente le sue responsabilità a dover intervenire in quanto attribuirebbe il problema della manutenzione alla zona relativa alla VII Municipalità.

In questa guerra tra carte e scartoffie, tra burocrazia e appalti, tra costi e benefici, a rimetterci sono, come solitamente accade, i cittadini, in questo caso, gli automobilisti che, con questa nuova chiusura, rischiano di rimanere imbottigliati nel traffico per ore intere.

Già un mese fa, dopo il rogo del campo rom di Scampia, il tratto relativo alle uscite Scampia-Melito era stato chiuso per circa 36 giorni. In quell’occasione il motivo della chiusura furono i piloni portanti del viadotto coinvolti nell’incendio durato un giorno intero. A seguito delle verifiche strutturali, infatti, la Protezione civile ed i Vigili del fuoco dichiararono il tratto interdetto alla circolazione.

L’apertura delle scuole e la ripresa di tutte le attività lavorative aveva accelerato il ripristino di questa importante arteria che vede collegati diversi comuni dell’hinterland partenopeo della zona nord e che, nel pieno della sua fruibilità, rappresenta una validissima alternativa al traffico cittadino congestionato da strade urbane invase da tantissime auto in circolazione.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

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