Ad Aversa la sfida del proprietario del Drengot, riapro contro tutto e tutti

In questi giorni di caos tra proteste e manifestazioni varie dei commercianti di tantissime categorie vittime della travolgente epidemia da Covid che sta distruggendo migliaia di esercizi commerciali un tempo attivi e aperti al pubblico, si alza un grido di protesta molto forte che vede protagonista un giovane imprenditore.

Il suo è un noto risto-pub situato nei pressi della stazione ferroviaria di Aversa, il Drengot, locale molto conosciuto e frequentatissimo da una platea di persone amanti delle allegre serate in compagnia di musica e cibo.

Il titolare Rodolfo Vitale dice basta allo Stato e alle sue restrizioni e decide arbitrariamente di riaprire le porte del suo locale al pubblico contro tutto e tutti.

A fronte, dunque, di chi protesta a Roma fuori la sede del governo o di chi decide di  bloccare l’autostrada in una tranquilla mattinata di aprile, oppure di chi, misto a facinorosi e gruppi estremisti, finisce per far esplodere la rabbia in una discutibile forma di protesta violenta che provoca anche feriti, c’è chi, come Rodolfo, preferisce “agire” e passa subito ai fatti.

Esausto e sfinito da mesi difficili che non sembrano finire mai, Rodolfo si dichiara deciso e senza alcuna alternativa al suo gesto controcorrente.

La sua non vuole essere una sfida, è semplicemente una necessità a dover riaprire a fronte di un calo del fatturato pari all’ 80% rispetto agli anni precedenti, quando la sua era una struttura ricettiva molto florida e produttiva.

L’imprenditore casertano rilascia questa intervista ai microfoni di Teleclubitalia e dichiara di non essere un negazionista né uno abituato a scelte estreme ma motiva a ben dovere la sua decisione “Possiamo riaprire in sicurezza, come stanno facendo moltissimi altri esercenti. Io ho un locale abbastanza grande, con 450 posti a sedere e tre sale. Perché non riaprire, ad esempio, con 30/40 posti a sedere disponibili? Da stasera lo farò e mi assumerò tutte le responsabilità del caso”.

Inoltre lui stesso precisa che da ottobre ad oggi, lui come commerciante non ha ottenuto alcuna forma di ristoro, pur avendone fatto richiesta e, quindi, considerando le sue responsabilità nei confronti di una famiglia da mantenere, si dice pronto ad assumersi le sue responsabilità in caso di sanzioni sia per lui che per le persone che decideranno entrare nel suo locale.

Rodolfo, però, sa di essere una goccia in mezzo a un mare di serrande ancora abbassate ed imputa alla “paura” la non partecipazione degli altri ristoratori alla sua iniziativa azzardata. Lui, invece, non avrebbe paura di ricevere una sanzione e pagarla, visto che ormai vive a perdere da oltre un anno.

Un caso analogo al suo, si sarebbe verificato a Salerno, dove un gruppo di commercianti si sarebbe accomodato all’interno di una pizzeria, portando avanti l’iniziativa «Io apro» promossa dall’Aisp. In questo caso, addirittura, i manifestanti pare si fossero mascherati con i volti dei politici che stanno gestendo la pandemia. Purtroppo, per loro, sarebbe finita male: l’arrivo della Digos avrebbe messo fine alla protesta.

Foto dal web

Marianna Di Donna

Commenti

commenti