L’accoglienza al pronto soccorso del Cardarelli limitata solo per chi si trova in fin di vita

L’accesso al pronto soccorso del Cardarelli, il più grande ospedale del meridione, sarà garantito solo ed esclusivamente a chi dovesse arrivare in fin di vita e, dunque, in codice rosso.

Una decisione che desta sgomento e scalpore ma resasi necessaria a fronte dell’invasione presso il nosocomio registrata nelle ultime giornate che avrebbe causato un congestionamento delle regolari funzioni del pronto soccorso.

Ad essere intasato sarebbe anche il reparto OBI dove viene garantita un’osservazione breve ed intensiva ai pazienti che dovrebbero permanere lì per un massimo di 48 fino a 72 ore prima di essere trasferiti in altre strutture ma, sembrerebbe, che il sovraffollamento arrivi a punte di 140 persone a fronte delle appena 34 unità disponibili.

Da qui, dunque, la decisione che, per quanto estrema, dovrà cercare di garantire una gestione dei flussi più omogenea e senza condizioni di sovraffollamento che finirebbero per intasare ulteriormente il lavoro, già difficile, dei sanitari.

Il bed manager Ciro Coppola ha, così, disposto la chiusura del presidio d’emergenza, avvisando anche il 118 di dirottare le ambulanze negli altri pronto soccorso presenti a Napoli. Ecco, è questo il problema principale della sempre più continua saturazione dei posti disponibili al pronto soccorso del Cardarelli. Perché se da una parte continua a rappresentare nella cultura di Napoli e provincia l’ospedale di riferimento di tutti i cittadini che, anche se distanti, preferiscono recarsi lì autonomamente, consapevoli di ricevere un’assistenza completa in questo ospedale eccellenza della regione e non solo.

Il problema nascerebbe anche dal fatto che le altre strutture, tipo il CTO, il Loreto mare, il San Giovanni Bosco non avrebbero a disposizione parecchi strumenti di diagnostica per snellire le prestazioni: in sostanza anche se qui vi fosse l’accoglienza al pronto soccorso, sarebbe comunque necessario il trasferimento al Cardarelli per gli esami più specifici.

Tra l’altro i Pronto soccorso degli ospedali San Giovanni Bosco alla Doganella e del Loreto mare a via Marina non sarebbero ancora stati riconvertiti come tali dal momento che, a causa dell’emergenza Covid, furono necessariamente trasformati in Covid Center.

Una situazione, dunque, di effettiva emergenza che richiederebbe un intervento immediato di riqualificazione delle strutture di ricezione ospedaliera dell’intera nostra regione.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

Commenti

commenti