Ennesima notte violenta al Cardarelli, sfasciata la porta del Pronto Soccorso

La denuncia arriva puntuale dalla pagina Facebook dell’Associazione No profit  “Nessuno tocchi Ippocrate”, impegnata come sempre nelle operazioni di pronto intervento anche mobile in vari punti della città e soprattutto nel weekend.

Documentata l’ennesima nottata di pura follia in corsia e tra le stanze del Pronto Soccorso dell’Ospedale Cardarelli di Napoli.

Le aggressioni riportate sarebbero addirittura due: una prima a  danno del personale sanitario, il quale sarebbe stato dapprima aggredito verbalmente da un paziente presentatosi autonomamente per un trauma toracico causato da un incidente. All’esterno del Pronto Soccorso ,come se non bastasse, una volta arrivati i parenti , si sarebbero spazientiti per l’ attesa ed avrebbero distrutto la porta d’ingresso per evidenziare il troppo tempo trascorso per ricevere assistenza.

La seconda aggressione, invece, sarebbe avvenuta a danno di una dottoressa , anch’ella aggredita verbalmente da parte di una paziente giunta in pronto soccorso per codice verde.
Oggi, però, la denuncia fa ancora più scalpore se si pensa al fatto che l’ospedale Cardarelli, rinomato per essere l’ospedale più grande del Mezzogiorno, lavora incessantemente 24 ore su 24 con tantissimo personale in servizio e che denuncia il maggior numero di aggressioni di tutti i nosocomi campani.
Un dato raccapricciante che mette anche in evidenza il fatto che un ospedale, con un così grande bacino d’utenza, sia stato privato, ormai da qualche anno, del presidio di polizia in sede che avrebbe potuto gestire in sicurezza l’afflusso sia dei pazienti che dei tanti parenti che notoriamente affollano le parti esterne dell’ospedale e che, molto spesso, si rendono protagonisti di aggressioni e provocazioni varie verso i sanitari impegnati nel servizio.
Due aggressioni che arrivano ad appena 24 ore dalla Giornata Nazionale sulle aggressioni, celebrata il 12 marzo ed attiva dal 2017.
Tutti anni, questi, nei quali l’assistenza è sempre stata garantita con tutte le difficoltà che possono subentrare comprese, purtroppo, queste aggressioni continue e che non tutelano il servizio pubblico.
Foto dal web
Marianna Di Donna

Commenti

commenti