Semafori spenti e incrocio pericoloso: richiesta urgente a De Gregorio mentre dagli uffici emerge la procedura in danno avviata nelle scorse settimane
Tra le prime questioni da risolvere per la nuova sindaca di Melito, Dominique Pellecchia, c’era e c’è il caos alle colonne e il mancato ripristino dei semafori da parte di Eav. La fascia tricolore, in queste ore ha rotto gli indugi ed ha aperto uno dei dossier più delicati della viabilità cittadina. «Non è più tollerabile che i semafori alle Colonne di Giugliano restino fuori servizio, mettendo quotidianamente a rischio la sicurezza di cittadini, pedoni e automobilisti», ha scritto sui social, annunciando di aver inviato una nota formale al presidente dell’EAV, Umberto De Gregorio, per chiedere un incontro urgente. La prima cittadina ha definito l’incrocio «un punto nevralgico attraversato ogni giorno da migliaia di persone» e ha assicurato che seguirà la vicenda «con la massima attenzione».
Parallelamente, da fonti interne al Comune in nostro possesso emerge un altro elemento significativo: gli uffici stanno avviando la procedura in danno nei confronti delle società coinvolte nei lavori. Nelle scorse settimane, infatti, è stato nominato un legale con lo scopo di guidare l’Ente lungo il percorso di ripristino. Questa procedura, avviata prima dell’insediamento della sindaca Pellecchia, permetterebbe al comune di farsi carico dell’installazione del nuovo impianto semaforico per poi rivalersi sulla ditta esecutrice “in danno”, appunto. Vedremo se si viaggerà su due binari paralleli.
La questione dei semafori alle Colonne non nasce oggi. Già ad aprile, un’ordinanza del Comune di Melito aveva ricostruito una vicenda intricata, iniziata con la riapertura improvvisa dell’incrocio il 6 dicembre scorso, senza la riconsegna formale delle aree di cantiere. Le società esecutrici — AS.CO.S.A. Ferroviaria scarl, Ferral s.r.l. ed EAV — avevano ricevuto le aree nel 2022 e nel 2023 con l’obbligo di restituirle integre e con gli impianti funzionanti. Ma al momento della riapertura, i tecnici comunali avevano trovato tutt’altro scenario.
Durante i sopralluoghi era emerso che l’impianto semaforico risultava completamente fuori uso, danneggiato dagli scavi e lasciato in condizioni critiche, con cavidotti interrotti e pozzetti cementati. Anche l’illuminazione pubblica presentava gravi anomalie: un palo era stato rimosso e mai reinstallato, abbandonato nell’aiuola che un tempo ospitava parte del cantiere del pozzo “H”. Una situazione che, in un incrocio dove confluiscono cinque strade e un flusso continuo di veicoli provenienti da Melito, Sant’Antimo e Giugliano, rappresenta un rischio evidente per la sicurezza.
Per questo il Comune aveva imposto alle società un termine di 20 giorni per ripristinare integralmente l’impianto semaforico, reinstallare il palo dell’illuminazione e mettere in sicurezza l’intera area, con l’obbligo di inviare un certificato di “eliminato pericolo” firmato da un tecnico abilitato. Ma a distanza di mesi, nulla è cambiato: i semafori restano spenti e l’incrocio continua a essere attraversato ogni giorno da migliaia di veicoli senza alcun presidio elettronico. Oggi, con l’intervento della sindaca e l’avvio della procedura in danno, la vicenda entra in una nuova fase. Da un lato la pressione politica su EAV, dall’altro l’azione amministrativa e legale per ottenere il ripristino. Resta ora da capire se questi due binari riusciranno finalmente a sbloccare una situazione che da troppo tempo mette a rischio la sicurezza di un’intera area.












