“Io non posso e non voglio mandare via nessuno  e non lo farò anche perché la comunità cinese è responsabile ed è già provata”

La paura di contrarre il coronavirus sta prendendo il sopravvento anche all’interno delle scuole, nello specifico l’istituto comprensivo Gennaro Capuozzo che conta circa mille alunni, tra cui cui diversi bambini cinesi che durante le vacanze natalizie sono volati nel loro paese di origine.

È proprio questa la ragione che ha spinto diverse mamme a recarsi dalla preside per avere delle sicurezze, chiedendo se i bambini, prima di rientrare a scuola, siano stati adeguatamente controllati e visitati.

Proprio a causa del pressing che stava subendo, la dirigente scolastica ha deciso di mandare delle note all’ASL:“Si richiedono – si legge – delucidazioni su eventuali misure possibili o protocolli da adottare nella scuola legate all’epidemia da coronavirus. Si fa presente che questo Istituto è frequentato da un discreto numero di alunni cinesi e alcuni di loro si sono recati in Cina prima delle vacanze natalizie. Dopo i controlli agli scali le persone con virus ancora in incubazione potrebbero tornare regolarmente alle occupazioni previste (scuola, lavoro)”.

La seconda nota risale a ieri. Protocolli particolari in realtà non sono stati messi in campo, non solo per il caso di Napoli ma in generale. Così la dirigente in un’altra nota, con la data di ieri, ha affermato:“Si informa il personale che dalle risposte ricevute dall’Asl hanno chiarito che allo stato attuale non c’è alcuna disposizione e non sono previste quarantene di nessun genere. La scuola adotterà le misure regolarmente previste, sarà richiesto un certificato medico di riammissione a scuola, come avviene dopo sei giorni di assenza”.

“Io – spiega Anna Pugliese – non posso mettere alla porta nessuno se non ci sono misure particolari e al momento non ci sono. Questa è una scuola dell’inclusione – continua – non ci sono solo cinesi ma anche diverse etnie, io non posso e non voglio mandare via nessuno  e non lo farò anche perché la comunità cinese è responsabile ed è già provata.”

Laura Barbato

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