Un calvario durato due anni: da Sicuracusa a Verona, da Verona a Napoli, dove le salvano la vita

 

“Tutti devono sapere che sono viva grazie ai medici dell’Ospedale Pascale di Napoli”: queste le parole di Rosanna, 51enne di Siracusa, la cui vita era stata data per spacciata da molti ospedali d’Italia.

La sua storia, nonché il suo calvario, inizia nel 2018 quando si ammala ma il cancro al retto viene scambiato per emorroidi e, dunque, curato come tale.

Le sue condizioni, con i medicinali per la cura delle emorroidi, non migliorano e, solo dopo essersi recata a Verona, scopre di avere un carcinoma che, intanto, si è esteso fino all’utero.

Secondo i medici, l’intervento è troppo delicato e, quindi, Rosanna viene sottoposta a 4 chemio e 32 radio: perde peso, non riesce a camminare.

Ritorna a Siracusa dopo altre 6 chemio, effettua una TAC ma il risultato non è quello sperato: da una Pet successiva il verdetto è che il tumore non solo non è scomparso, ma si sospetta un’infiltrazione di una struttura ossea del bacino.

I medici concordano che le vanno asportati utero e retto ma che è un intervento che loro non possono fare.

Le consigliano uno specialista di Catania ma che opera all’ospedale Pascale di Napoli: Paolo Delrio.

Rosanna decide di comprare un biglietto aereo per recarsi a Napoli, insieme alla sua mamma anziana che l’ha seguita durante tutto il suo calvario.

È il 20 maggio del 2020 quando l’equipe di Delrio, insieme al chirurgo oncoplastico, Stefano Mori, e all’ortopedico, Flavio Fazioli, riesce ad asportare in blocco la malattia del retto e dell’utero, risparmiando la vescica e le ossa del bacino, ricostruendo con un lembo addominale il difetto di tessuti della regione perineale.

Rosanna resta a Napoli ancora un mese prima di ritornare a Siracusa, dove riprende la sua vita e promette che vuole raccontare la sua storia.

“Siamo innanzitutto felici – dice il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi – che la paziente abbia potuto risolvere il suo problema di salute, e di aver potuto contribuire a questo, come Istituto e come equipe. Il Pascale non si è mai fermato e continua a non fermarsi anche di fronte a obiettive difficoltà. Grazie a questa squadra di professionisti nelle competenze specialistiche e nelle sensibilità umane. Ancora una volta la formula del gioco di squadra 1+1 uguale 3 è risultata quella vincente”.

Laura Barbato

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