"/>

Campania: rifiuti e roghi tossici, un silenzio spezzato da Fanpage

Sono anni che la Campania è invasa dai roghi, dalla gestione illecita dei rifiuti, dal malaffare che si cela dietro ai disastri ambientali

Sono anni grigi per la Campania che ha visto sempre un numero maggiore di cittadini ammalarsi e morire di tumore. Sono anni caratterizzati dal silenzio e dalla corruzione, dalla distruzione e dalla speculazione.

Il silenzio è stato finalmente spezzato grazie ad un’inchiesta condotta da Fanpage che smaschera nomi e volti della politica regionale coinvolti nella gestione dei rifiuti.

L’ex boss Nunzio Perrella, che per anni ha gestito il traffico di rifiuti in Italia, ha deciso di incontrare, sotto copertura, imprenditori e politici interessati a fare affari con la camorra per gestire la questione rifiuti. Tre puntate al momento sono state pubblicate dalla redazione (in totale ne saranno sette) che vede immischiato Luciano Passariello, attuale candidato alle prossime elezione per Fratelli d’Italia, l’assessore al Bilancio del Comune di Salerno Roberto De Luca nonché figlio del governatore della Campania Vincenzo e il presidente della Sma Biagio Iacolare, società che si occupa di risanamento ambientale della Regione Campania.

Attualmente sono stati tutti dimessi dalle proprie cariche e sono indagati dalla Procura di Napoli per corruzione.

Ma a quanto pare non sono i soli ad essere indagati, il direttore di Fanpage Francesco Piccinini e l’inviato Sasha Biazzo, sono accusati di induzione alla corruzione. Sono stati accusati, quindi, di aver svolto bene il proprio lavoro in un paese in cui l’informazione è manipolata e legata ad apparati politici, un’inchiesta, portata avanti tra l’altro da un giornale indipendente, che fa luce sui sistemi che per anni sono stati utilizzati per massacrare una Regione e la sua gente dovrebbe essere solo elogiata.

Invece siamo Italia e quando qualcuno prova a far emergere il marcio dei poteri forti viene criminalizzato. Ci ha provato in primis il governatore della Campania De Luca definendo i giornalisti come dei camorristi ma non ha mai speso parola sul figlio che con la malavita ci voleva fare affari su questioni non inerenti al suo mandato. De Luca junior è difatti assessore a Salerno, perché invece si è interessato a vicende regionali? Perché si devono “saziare tutti”, come dice in uno dei video Lorenzo Di Domenico, amministratore delegato della Sma. La presunta società di Perrella avrebbe dovuto infatti smaltire i rifiuti della Sma in cambio di 170 euro per ogni tonnellata di spazzatura. Da quei soldi poi sarebbero uscite le percentuali per pagare le tangenti destinate a politici e dirigenti.

Camorra e politica, ancora insieme. La storia è ciclica, accadeva anni fa con la Democrazia Cristiana, oggi con il Partito Democratico e il futuro come sarà? Saremmo davvero tutti costretti a scappare dalle nostre terre?

Claudio Di Pietro 

Commenti

commenti