La Camorra ritorna a far parlare di sé

 

Pulmini dati alle fiamme, raid all’interno delle attività commerciali: è così che la camorra si sta facendo nuovamente “notare” nell’hinterland napoletano.

Era il 28 ottobre quando a Caivano, nel Parco Verde, furono dati alle fiamme i pulmini di un’associazione di volontari. Pochi giorni fa, a distanza di quasi un mese dal raid nel Parco Verde, ignoti hanno fatto irruzione all’interno del Roxy Bar di Arzano, sparando diversi colpi. Cinque persone ferite, di cui una già nota alle forze dell’ordine.

Stando alle prime ricostruzioni si sarebbe trattato di un raid in “onore” della scarcerazione del boss Giosuè Belgiorno, detto “Il Grande”, vicino al clan Amato-Pagano.
Belgiorno, finito in carcere per l’omicidio di Antonino D’Andò, e sarebbe tornato libero poco prima dell’agguato, nel cui mirino c’era Salvatore Petrillo, nipote del boss locale Pasquale Cristiano. Un raid, quello di Arzano, in pieno stile Gomorra, che ha visto coinvolto anche chi con il “sistema” non ha mai avuto alcun rapporto.

La Camorra torna a farsi sentire: raid e pulmini dati alle fiamme

Una situazione che ricorda l’11 gennaio 1994, quando Rosario Mauriello, 21enne melitese, fu barbaramente ucciso perché “scambiato per qualcuno che infastidiva i cantieri dei Marano”, ha raccontato il pentito Prestieri.
L’unico errore di Rosario fu quello di stringere la mano al vero obbiettivo del “sistema” e, mentre urlava che si stavano sbagliando, il suo sicario gli sparò il colpo fatale.

Per troppo tempo si è sottovalutata la capacità dei clan ed è questo il motivo per cui la cartina della Campania nell’ambito delle indagini camorristiche è completamente rossa, con qualche piccola chiazza gialla, e la situazione va sempre peggiorando.

È proprio questo il motivo per cui è nato il “Comitato di Liberazione dalla Camorra” per combattere un male che affligge l’hinterland da troppo tempo.

Si scava nel terreno a Melito

Non è noto se i diversi raid dei giorni scorsi siano collegati ma giovedì 25 novembre, il giorno dopo il raid ad Arzano, a Melito si è tornato a scavare nel terreno. Vigili del Fuoco e Carabinieri, probabilmente dopo aver ascoltato le parole di un pentito, si sono recati in via Enrico De Nicola e hanno iniziato a scavare nel terreno alla ricerca di qualcosa. Probabilmente lungo quel tratto di strada ci sarebbe un “cimitero di corpi vittime della Camorra”.

 

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