“La camorra c’è ed è forte”, durissime le parole del procuratore Riello riferite all’area nord di Napoli

Sono ormai diversi mesi che il triangolo Arzano, Caivano e Frattaminore è finito nella lente d’ingrandimento da parte della Prefettura.

Gli inquirenti starebbero, infatti, dirigendo un’attenzione particolare in questi tre comuni dell’area a nord di Napoli perché ritenuti fortemente a rischio dal punto di vista della presenza particolarmente tangibile della camorra e dei suoi affari illeciti.

Dopo l’intensificazione della presenza delle forze dell’ordine attraverso diverse operazioni “Alto Impatto” nelle principali arterie e punti nevralgici dei tre comuni interessati, che hanno portato anche a diversi arresti tra gli esponenti dei clan egemoni oltre che al sequestro di circa 500 kg di cocaina, arrivano durissime anche le parole del procuratore Riello.

Stamattina si è riunito il Comitato di liberazione dalla camorra in un vertice nel quale si è fatto il punto della situazione e deciso per le eventuali prossime attività sul territorio dell’area a nord di Napoli.

Nel vertice sarebbe stato richiesto anche l’intervento del prefetto, Dottor Claudio Palomba, per fronteggiare il fenomeno ormai diffuso dell’occupazione delle case e dei beni in generale, confiscati alla camorra da parte di persone che starebbero andando ad occuparli indebitamente e per altre azioni illecite.

In sostanza si tratterebbe di liberare tutti quegli immobili occupati da personaggi legati ai diversi clan e destinarli a chi ne ha realmente diritto. Si tratta di un’azione chiesta con forza, in particolare dopo gli ultimi episodi che hanno posto i riflettori sulla provincia dell’area nord di Napoli anche verso personaggi che cercano attraverso le loro parole e le loro azioni di arginare i fenomeni legati alla criminalità.

E’ il caso del comandante della polizia municipale Biagio Chiariello di recente destinatario di un necrologio pubblico nel quale si annunciava la sua morte e il suo funerale.

Ma è anche il caso delle ripetute minacce che hanno reso necessaria la presenza di una scorta per il parroco del Parco Verde di Caivano, Don Maurizio Patriciello.

Ed è proprio a proposito delle minacce continue al parroco anticamorra che a rispondere è direttamente il procuratore generale Riello dichiarando che “chi tocca Maurizio, ha praticamente toccato anche me”.

Il procuratore, nel corso del vertice, ha anche dichiarato e ribadito a più riprese che, nell’area a nord di Napoli, “la presenza della camorra c’è ed è fortissima”, e quindi non bisogna assolutamente abbassare la guardia e farsi intimidire dalle minacce.

A fronte dell’impegno assunto dall’assessore alla legalità della Regione Campania Mario Morcone, si sarebbe poi affrontato il dibattito circa la realizzazione di impianti di videosorveglianza per cui ci sarebbero disponibili già dei fondi regionali.

Per quanto riguarda la gestione dei beni confiscati alla camorra, una particolare attenzione verrebbe rivolta alla zona della Masseria Ferraioli, bene confiscato alla camorra e sede di iniziative di riqualificazione contro la violenza di genere Deve essere preservata dal rischio di un danno derivante dallo svincolo autostradale che dovrà essere realizzato a spese di Ikea. Abbiamo ribadito la richiesta di convocare una conferenza dei servizi nella quale verificare, con i tecnici della multinazionale svedese, la possibilità di una variante che permetta di realizzare lo svincolo senza danneggiare il bene divenuto patrimonio di centinaia di famiglie dell’area metropolitana di Napoli. Abbiamo anche sottoposto all’attenzione del prefetto la necessità di trovare soluzioni che impediscano a dirigenti e funzionari pubblici, oltre che ai rappresentanti istituzionali, di restare al loro posto se coinvolti in inchieste o, peggio ancora, condannati».

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

 

 

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