Casoria piange un giovane immigrato malese che si era contraddistinto per gentilezza e bontà d’animo

 

Il suo nome era Camara ed era un rifugiato politico, ormai stabilitosi a Casoria dove si era distinto per la gentilezza e le sue capacità.
Aveva preso parte, fin da subito, ad un progetto ecologico-ambientale e si era inserito nell’organigramma del gruppo “Casoria Ambiente”.

La notizia è degna di risonanza proprio per il fatto che Camara rappresenta un tipico esempio di accoglienza ed integrazione di uno straniero che, come tanti, arriva nel nostro Paese alla ricerca di una vita dignitosa.

Camara, infatti, si era fatto apprezzare per i modi gentili, la voglia di lavorare e la competenza nelle operazioni di diserbo, che grazie al suo impegno e attenzione avevano avuto notevoli risultati.

Il ragazzo era nativo del Mali ma, da sempre, era stato abituato a continui spostamenti, tanto è che, circa quattro anni fa, in Libia, era stato investito dallo scoppio di una granata e la sua vita era stata seriamente messa in pericolo. Diverse schegge non poterono essere asportate in quanto inoperabili e, probabilmente, il decesso potrebbe essere legato alle complicanze di quell’evento stesso.

Il ragazzo lascia moglie e un figlio, a cui inviava tutto quello che era in grado di guadagnare.

Marianna Di Donna

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