A Melito i disagi aumentano sempre di più ma è una questione che passa continuamente in secondo piano

 

 

“Marciapiede: parte della sede stradale riservata al transito dei pedoni, per lo più ai lati della strada e a livello più o meno sopraelevato”. Questo essere mitologico sembra, però, essere sconosciuto a Melito.

Cacche, motorini e monnezza: i  disagi melitesi

Di fatti, nella cittadina melitese, in molte zone, sembra che i marciapiedi siano completamente assenti o, addirittura, pieni di spazzatura, erba incolta, bisogni di cani e chi più ne ha più ne metta.

Cacche, motorini e monnezza: i  disagi melitesi

Per non parlare, poi, del fatto che le persone in carozzella o con disabilità motorie sono letteralmente impossibilitate a transitare sui marciapiedi, in quanto privi di apposita pedana.

Cacche, motorini e monnezza: i  disagi melitesi

Il problema sorge anche per le persone normodotate perché, a causa delle cacche di cane, della spazzatura, delle piante, dei motorini, degli “imbecilli” che spintonano (di tanto in tanto, arrivano anche dei bei ceffoni e palpatine), sono costrette a camminare per strada.

Cacche, motorini e monnezza: i  disagi melitesi

I problemi, in questo caso, salgono a due: il primo è che i marciapiedi sono fatti per i pedoni e i motorini dovrebbero, secondo il codice della strada, transitare in strada, come in ogni comune civile, ma a Melito di civile non c’è nulla; il secondo problema è che camminare per strada significa dover fare attenzione a non essere investiti, a non cadere sopra i sacchi di spazzatura e stare attenti ai motorini che si infilano in ogni dove.

Cacche, motorini e monnezza: i  disagi melitesi

È davvero così difficile rendere decorosa una città, ripristinare i marciapiedi, le strade e renderle a prova di disabilità motorie e carrozzelle? Forse è molto più importante pensare a disinfestare sulla monnezza che far sì che tutti i cittadini possano uscire di casa senza la paura di incontrare topi, insetti, beccarsi un’orticaria dopo aver toccato con le gambe le piante o essere investiti?

Laura Barbato

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