A quattro giorni dalla riapertura, il comunicato della direzione. Protestano gli sportivi

E’ durata pochi giorni la gioia dei napoletani di percorrere i viali del bosco di Capodimonte, dopo il lungo periodo di lockdown per l’emergenza Coronavirus. Per podisti, ciclisti e camminatori ingressi nuovamente sbarrati, al pari di chi vorrà solo passeggiare. La direzione dopo aver constatato troppe infrazioni da parte dei fruitori dell’area verde collinare ha deciso di chiudere il Real Bosco di Capodimonte, riaperto appena lo scorso 18 maggio: “Ben consapevoli che il rischio contagio da Covid-19 non è affatto superato – si legge in un comunicato della direzione del Museo e Real Bosco – e che la fase 2 è la più delicata abbiamo messo in campo specifiche misure tese a mitigare il rischio del contagio con percorsi differenziati per chi svolge attività fisica, chi va in bici e chi passeggia. Abbiamo invitato tutti a tenere comportamenti responsabili e a osservare le regole sanitarie di contenimento del contagio da Covid-19 (divieto di assembramento, distanziamento sanitario, uso della mascherina). Le numerose infrazioni rilevate nei giorni scorsi e l’assenza di accordo con le parti sociali circa l’affiancamento della vigilanza ministeriale con personale di vigilanza privata hanno costretto la Direzione a richiudere il Bosco”.

Intanto gli sportivi che in questi giorni erano ritornati ad allenarsi nel bosco protestano sui social per il pugno duro della direzione: “Abbiamo riscontrato molto senso civico tra i frequentatori, tranne rari casi. Non si può penalizzare tutto e tutti. Ormai siamo in uno stato di polizia. Le associazioni sportive devono alzare la voce.”

 

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