La domanda che tanti studenti universitari si pongono

 

 

 

Si è sempre detto che la seconda laurea sia un bene di lusso e che gli stessi siti universitari calcolino le tasse in base al livello di istruzione ma sembra che gli studenti universitari vengano, a prescindere, esclusi da ogni tipo di sovvenzione.

Dall’inizio del Covid-19, ma anche prima, si è sentito spesso parlare di bonus per gli studenti, soprattutto quelli più piccoli, per l’acquisto di materiale affinché si potesse studiare sulle piattaforme digitali.

Tra i bonus, quello per gli studenti fino ai 15 anni, poi fino ai 21 e, adesso, per gli studenti delle scuole elementari.

Per gli studenti universitari, invece, c’è stato un solo e unico bonus di 250 euro, affinché questi potessero superare il periodo del Covid-19 nel migliore dei modi.

Altra agevolazione è la richiesta della borsa di studio, iniziativa della Regione Campania insieme all’ADISURC, ma, purtroppo, i tempi di erogazione sono sempre lunghissimi: c’è chi ha aspettato anni per ricevere l’intera somma di denaro.

Purtroppo, però, sembra che gli studenti universitari siano quelli meno “supportati” e “agevolati”, poiché la stessa borsa di studio, così come i 250 euro durante il Covid, è destinata ai soli studenti meritevoli e “super-studiosi”.

Gli studenti fuori-corso vengono totalmente esclusi da ogni tipo di sovvenzione poiché “iscritti da oltre 6 semestri” all’Ateneo ma ciò a cui forse non si pensa è che non tutti gli studenti ricevono aiuto dai familiari per il pagamento delle tasse e l’acquisto dei libri, che vengono richiesti nuovi e, dunque, venduti a prezzi elevatissimi.

Sarebbe il caso, quindi, che lo Stato e le Regioni si impegnassero per garantire il diritto allo studio anche agli studenti over 21 o fuoricorso, che spesso rientrano in tale categoria perché lavoratori ma volenterosi di voler elevare la propria cultura, il proprio livello sociale e il proprio titolo di studi.

Laura Barbato

 

 

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