Intimidazioni al parroco del Parco Verde e al comandante della polizia locale Biagio Chiariello

Puniti per essersi opposti al “sistema”, così viene anche definita la camorra, e, più in generale, al degrado del territorio dell’hinterland a nord di Napoli: si inquadrano nello scontro armato tra la famiglie malavitose gli atti intimidatori ai danni del comandante della polizia locale di Arzano, Biagio Chiariello (a cui venne fatto trovare un manifesto funebre con il suo nome fatto all’ingresso del comando) e a don Maurizio Patriciello, parroco del Parco Verde di Caivano a cui, a scopo intimidatorio, la notte tra il 12 e il 13 marzo 2022 venne fatta esplodere una bomba davanti al cancello della Chiesa San Paolo Apostolo.

Intimidazioni dettate dalla volontà da parte della malavita a Nord di Napoli di neutralizzare chi per la camorra rappresentava un nemico, menzionate insieme con stese e aggressioni dal gip di Napoli Antonino Santoro nell’ordinanza con la quale, su richiesta dalla DDA, ha emesso 13 misure cautelari nei confronti di altrettanti presunti esponenti della criminalità organizzata notificate dai carabinieri di Giugliano in Campania e Arzano. Si tratta di fatti descritti anche dai collaboratori di giustizia, tra i quali figura anche Pasquale Cristiano, ex capo di un gruppo malavitoso locale.

L’indagine

Le tredici persone interessate dal provvedimento di questa mattina sono ritenute gravamente indiziate, a vario titolo, di associazione di tipo mafioso, associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, spaccio e detenzione di stupefacenti ed estorsioni. In particolare, dalle indagini, sarebbe emerso che il raggio d’azione del sodalizio criminale era incentrato sui territori di Frattaminore, Frattamaggiore e zone limitrofe, in contrapposizione ad altri gruppi criminali. Al centro della contesa il controllo del territorio. 

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