Lunedì 11 gennaio si apre la stagione dei saldi, ma la gente è disposta ad effettuare nuovi acquisti?

In Campania l’inizio dei saldi invernali 2021 è slittato rispetto al 2019, causa pandemia. Gli sconti tanto attesi dai consumatori infatti quest’anno inizieranno lunedì 11 gennaio, per poi terminare l’11 marzo. 

Il decreto dirigenziale, che ne comunica la data ufficiale, è stato firmato il 5 dicembre dalla Regione, ponendo fine alle infinite domande circa un possibile spostamento addirittura a febbraio. Le associazioni di categoria, in particolare, temevano che l’anno da poco iniziato si sarebbe aperto senza il classico periodo di sconti, boccata d’aria fresca per tutte le attività soffocate dalle chiusure attuate dal Governo e da De Luca. Per fortuna la posticipazione non si è trasformata in un annullamento, evitando di colpire ulteriormente le finanze di migliaia e migliaia di lavoratori. 

La grave crisi economica attuale, però, ha reso la capacità di acquisto di una larga fascia della popolazione molto limitata. Non ci sarebbe da meravigliarsi se in questi due mesi, considerando anche le restrizioni alla libertà di movimento, i bilanci saranno negativi. L’incertezza circa l’andamento della pandemia, il non sapere quando ne usciremo, la carenza di vaccini… il clima generale, insomma, spingerebbe i consumatori al risparmio, verso scelte economiche molto più contenute. 

I saldi invernali sono sempre stati letti come una misura atta ad incrementare la spesa pubblica, un modo per dare una spinta decisa all’economia non solo regionale, ma anche statale. Questa volta invece, molto probabilmente, avranno esiti deludenti. Certo, mai dire mai, ma bisogna anche essere oggettivi e guardare in faccia la realtà: la disoccupazione, già prima preoccupante, oggi ha toccato picchi che farebbero rabbrividire anche Keynes. Numerose attività sono state costrette a chiudere, schiacciate dai mesi di zero incassi. L’eccedente che fino a due anni fa le famiglie decidevano di spendere in beni di consumo, oggi per molte di loro serve a procurarsi beni di prima necessità. L’agghiacciante negatività con la quale si guarda al futuro, le prospettive quasi nulle dei giovani e le continue contraddizioni delle azioni del Governo non fanno altro che peggiorare il tutto. 

In ogni caso, tra i tanti decreti che vengono emanati, l’annunciazione di due mesi di sconti allenta un pò la tensione. Volendo essere ottimisti, forse si avrà un riscontro positivo, con un incremento dell’indice di guadagno per ogni categoria interessata alla misura. Purtroppo non si può fare altro che attendere le Idi di marzo per un resoconto certo e preciso. Fino ad allora, l’invito è quello di approfittare dei saldi, anche se attraverso una spesa minima. Anche se non si ha la necessità di comprare niente. 

Se invece di agire in base al raggiungimento di uno scopo egoistico, volto solo al soddisfacimento dei propri bisogni, come la scuola neoclassica sostiene, il singolo consumatore scegliesse di spendere parte del proprio reddito per aiutare chi è in difficoltà, forse la strada per uscire dalla crisi si accorcerebbe. Infondo anche il Presidente Mattarella, nel discorso di fine anno, ha inviato tutti a fare la propria parte. Si tratta di uno sforzo, questo, che apporta comunque benefici sia al singolo che alla collettività. È il momento di mettere in atto quel principio di solidarietà tanto citato a destra e a manca. Lunedì 11 gennaio, andare a fare shopping sarebbe un buon modo per uscire dalla monotonia di questi giorni in zona rossa. 

Anna Maria Di nunzio

Commenti

commenti