Ario De Pompeis, in arte Ario, cantautore a dir poco eclettico, all’età di 19anni intraprende il suo percorso musicale iniziando con Isa D’Esposito (produttrice), figlia del Maestro Salvatore (Salve) D’Esposito, compositore di famosissimi brani classici napoletani come “Anema E Core”.

Nel ‘91 col brano “Parole mute” partecipa a “Castrocaro”; poi nel ’93 con il brano “So Chi Sei”, insieme al gruppo I Vico Vitolo 1 Blues”, vince “L’Oro Di Andy”. Contemporaneamente, con Rosario Monetti, arriva secondo sempre con un suo brano “Silenzi Interni”.

Nel ‘94 scrive dieci brani per un emergente: Vins.

Nel ‘95 partecipa all’accademia di “Sanremo Giovani”, col brano “Un Vecchio Bambino” e, al contempo, si diploma alla scuola di musica: C.E.I..

Ha suonato con Lucio Dalla, Luca Carboni, Eduardo De Crescenzo, Stadio, ed altri.

Nel Duemila scrive dieci brani per il disco di “Vanessa”, anche lei un’emergente

Nel 2003 scrive vari brani per una grande cantante “Rita Ciccarelli”(corista nel programma Domenica In, condotto da Mara Venier), la quale arriva in finale al “Festival Del Sole”, con il brano intitolato: Sei.

Nel 2004 arriva tra i finalisti del Festival “Lucio Battisti” col brano: Raccontami. Finalmente, dopo svariati demo in tutta Italia (grazie al tastierista degli Stadio F. Foschini, al chitarrista di Andrea Mingardi, C. Cacciaguerra), arriva il suo primo disco, più un video, intitolato: “Ho Fatto Bingo”.

Nel 2005 forma il gruppo gli “Ario Band”, e partecipa al M.E.I..

Nel 2007 esce il singolo intitolato “Corri”

Nel 2008 il secondo, singolo con Rai Trade, “Il Mammone”.

Due anni dopo, il terzo singolo, sempre per Rai Trade, In Un Corpo Da Grande”.

Sempre nello stesso anno scrive un brano per Barbara Gilbo: “Mi Chiamo Lola”, partecipante a Sanremo 2008 con Massimo Ranieri.

Nel 2015 partecipa al Festival di Napoli; mentre un anno dopo incontra Rosa Chiodo e le produce (le scrive) cinque brani; uno di questi, Quanto Costa La Felicità, arriva in finale a Castrocaro (che Rai1 trasmette in prima serata) e vince il premio “Radio”.

Napoli, intesa come città della Musica, lo vede ancor partecipare ad altri Festival e lo trova sempre ai vertici come autore, sia con Sasa’ Di Palma, che con Peppe Pagliuso.

Ario, Cantante-Compositore, come si è visto, più che trasversale, è ben disposto a soddisfare qualche mia curiosità.

Quindi, passo all’azione.

La prima volta che ti ho ascoltato è stato quando acquistai il Cd: La Nuova Generazione 6 Tu. Il tuo bellissimo brano, compreso in questa compilation che come sottotitolo riportava: I Migliori Giovani Artisti Del Futuro, era: In Un Corpo Da Grande. Parliamo di circa sette, otto anni orsono, ma la tua avventura musicale inizia molto ma molto prima. Cominci a muovere i primi passi con la produttrice Isa D’Esposito. Quali i ricordi e le difficoltà di questo inizio?

Ricordo come se fosse ieri la stanza col pianoforte del Maestro D’Esposito con le tante foto sui muri di attrici, come la Loren, e i tanti meriti per il brano “Anema E Core”, e poi l’odore zeppo di energia musicale. Le difficoltà: all’inizio il distacco dalla mia città, il confronto con un pubblico nuovo, il proporsi con i propri brani; alla fine mi sono reso conto che essere sempre se stessi vince su tutto.

Per fare ciò, ti trasferisci ad Anguillara. Cosa ne pensavano i genitori?

Principalmente mia madre mi ha spinto a seguire il mio sogno; mio padre, essendo un introverso, non lo ha mai detto ma con un abbraccio diceva tutto: sono stati sempre orgogliosi e propensi, con le giuste raccomandazioni.

Nel 1991 partecipi a “Castrocaro” con: Parole Mute. Nel ’93 sei primo, col tuo gruppo, ne: L’Oro Di Andy. Un primo riconoscimento, considerando che un altro tuo brano si classifica al secondo posto, ed un incentivo a proseguire su questa lunga e tortuosa strada?

Ricordo una frase di un  film adesso mi sfugge il titolo, l’attrice protagonista disse: se al mattino appena ti alzi la prima cosa che pensi è la musica, allora è quello che devi fare nella vita.

Nel ’95 ti diplomi alla scuola di musica C. E. I., dove incontri grandi nomi della canzone italiana: quant’è importante frequentare questi corsi, e soprattutto cosa si apprende?

Nella Musica tutto può servire e tutto serve a niente se non hai un qualcosa da offrire; ho sempre detto che la fantasia non si insegna se parliamo nell’ambito autore e compositore: artisti, come diceva il grande Totò, si nasce non si diventa. P.S. Spero che non sia stato frainteso il concetto come sotto forma di presunzione, anzi. Il confronto è importante, ma anche la consapevolezza di chi si può essere o diventare è fondamentale.

Gli anni seguenti ti vedono come prolifico compositore, e pertanto. vorrei un attimo parlare di Lisa: a mio avviso hai contribuito a creare un disco, Oceano, che considero un capolavoro della Musica Italiana e non solo, ineguagliabile per molti aspetti. Un Album che ho letteralmente consumato; mentre da non molto ho pure preso Rispetto 6.1. Una sorta di liberazione, quasi una catarsi, per questa artista che, consentimi l’analisi, riceve meno, in termini di popolarità e critica specializzata, di quanto il suo talento reclama. Parliamo di lei ma potremmo fare infiniti esempi. Secondo te: cosa bisogna fare per riscuotere maggiore attenzione in un Music Business che sforna talenti uno via l’altro ma molto spesso tende a cogliere l’attimo dopodiché macina, stritola e soprattutto dimentica in fretta?

Lisa, secondo il mio parere, è una Artista che non ha ricevuto quel giusto merito: la sua vocalità è eccelsa, pari a pochi Artisti. Nel disco “Oceano” ci sono tre brani scritti da me: Non So Più Chi Sei, Fantasma e Sarò Come Tu Vuoi. L’anno che partecipò a Sanremo nei Big si stava optando per il brano “Fantasma”, poi decisero per “Oceano”, e per me è stata una grande soddisfazione. Il successo è una parola troppo “grossa” da poter decifrare: in questo momento, dove la musica viaggia sul web a velocità supersonica, spesso tutti hanno la soluzione, e “parlo degli addetti ai lavori”, ma in realtà chi decide è sempre il pubblico: a volte si pensa che un brano ha le giuste carte per spiccare il volo e poi si conferma un flop; viceversa ci sono brani che non gli daresti credito e fanno successo. La musica è una magia inconsapevole.

Anche le etichette, così dette indipendenti, non possono fare di più, in termini di distribuzione. Hai scritto inoltre per una grande voce, qual è Rita Ciccarelli, così come per Rosa Chiodo e tante altre. Forse le Radio Libere non hanno compreso appieno il loro compito? Oppure sono ormai piegate, per sopravvivere, alle leggi dello showbiz? Un mercato che comunque è quasi sparito.

Le radio hanno una grande responsabilità. Un tempo era diverso: chiedevano loro alle etichette di mandare materiale da trasmettere; oggi è tutto cambiato: sono le major che chiedono alle radio se possono passare i loro artisti “con il giusto compenso” (non voglio entrare nei particolari). Radio? È un parolone, visto che in dieci minuti passano due brani, e tutto il resto è pubblicità. Rita Ciccarelli è divenuta una grandissima cantante “Gospel”; Rosa Chiodo è una artista che produco: vincitrice del premio Mia Martini nel 2013; nel 2015 premio della critica al Festival di Napoli, e nel 2016 premio radio critica a Castrocaro Rai1,in prima serata con un mio brano “Quanto Costa La Felicità”; ha collaborato con il grande Fausto Mesolella, riconoscimento “Premio Li Curti “sempre con un mio brano: “MoPenzo A Mme.

Sempre per rimanere nell’universo femminile e per rimarcare le grandi voci, ho sentito che hai scritto alcuni brani per il debutto discografico di Julia Burduli: puoi anticiparmi qualcosa?

Sì: Julia l’ho conosciuta ad un evento in teatro, non ricordo quale, e, oltre alla sua timbrica vocale alla sua presenza scenica, mi ha colpito la sua eleganza nel porsi davanti al pubblico, la sua capacità di emozionarsi ed emozionare chi la ascolta… Senza tralasciare la sua estensione vocale. Per lei ho composto due brani: “Amo Te”, e “Oltre”: penso che ha tutte le carte in regola per fare grandi cose.

Ho notato che, in qualità di cantautore, spesso fai delle incursioni nella Musica Napoletana. Passami la domanda: scrivere un testo in italiano ed apportare poi il relativo sound, comporta lo stesso procedimento in entrambi i casi?

Comporre in italiano (parlo della musica) diciamo che la prassi può essere la stessa, nel testo si possono incontrare ostacoli; quando scrivi in napoletano è il modo di esprimere i concetti che è diverso, spesso un pensiero in italiano non coincide con la scrittura napoletana. Nel mio caso, io compongo contemporaneamente testo e musica; quindi se penso di scrivere nella mia madre lingua parto direttamente con quel pensiero… Tutto il resto è falegnameria e gusto musicale.

Sono passati diversi anni da quando Hai Fatto Bingo. Quali le novità discografiche che stai approntando?

Adesso il mio ruolo ha un pochino cambiato rotta: scrivo canzoni per Artisti e in questo momento Produco Rosa Chiodo a trecentosessanta gradi: da pochi giorni è uscito il singolo in napoletano “Scuordame”, di A. De Pompeis prodotto e arrangiato da Mauro Spenillo e Pippo Seno, grandi veterani del settore. Il brano è stato presentato il giorno 14 ottobre al Premio Mia Martini (eravamo ospiti), però tra qualche mese ci sarà una novità: un mio singolo prodotto da Fabrizio Federighi, che ha collaborato per anni con il grande G. Bigazzi, Franco Battiato e tantissimi altri. Il titolo? . “Quanto Sei Cattivo”.

Come si evince dalla piacevole conversazione, abbiamo attraversato buona parte (non tutta però) del cammino artistico di Ario De Pompeis, in arte: Ario.

E pertanto non resta che chiuderla qui, non prima, però, di aver riportato una frase, dal film: La Musica Nel Cuore:

A volte qualcuno cerca di toglierti la speranza. Ma io credo nella Musica come i bambini credono nelle favole.

Peace And Love

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