Com’è risaputo tanti cantanti italiani hanno sfondato all’estero, soprattutto negli USA così come in Sud America, ed in altre parti del mondo.

Alcuni sono noti; molti altri, seppur sulla cresta dell’onda, non godono di privilegi televisivi e/o massmediatici.

L’underground dei bravi ma ignoti è molto più folto di quanto si possa immaginare.

Uno di questi semisconosciuto agli dei è Antonio Guarna: eccellente interprete del canto made in Italy, che ho conosciuto grazie a Miki Cianciolo, anch’ella titolare di un apprezzato album d’esordio, applaudita sia in patria che oltralpe.

Antonio Guarna attualmente si trova nella sua terra d’adozione, e pertanto la conversazione telefonica, con la linea a volte traballante, non si è potuta svolgere nelle più precise modalità ricettive. Tra l’altro mi diceva che si trovava in auto per andare non ricordo dove. Ma, nonostante le oggettive difficoltà (sarà pure che sto diventando soggetto da amplifoniare), sono riuscito a saperne di più.

Ecco quanto mi ha detto.

Dove sei nato precisamente?

Sono nato a Episcopio; un comune di Sarno, in provincia di Salerno, uno dei principali centri dell’Agro Nocerino.

Adesso vivi a?

Attualmente vivo nel Bronx, New York, dove le attrazioni, nonostante la poco edificante reputazione, sono davvero tante.

A che età sei partito per gli USA?

Sono partito che avevo ventisei anni: era il 1986.

Hai iniziato a cantare sin da piccolo; e già si denotavano le tue doti vocali. Con quale brano ti sei esibito? Leggo che si trattava di Red River Valley, di Marty Robbins. Giusto?

Praticamente inizio a cantare all’età di sette/otto anni. Sì, è giusto: la canzone è proprio quella.

Come sei venuto a conoscenza di questa canzone?

L’ho conosciuta grazie al Professor D’Arienzo, l’insegnante di Musica.

Ma che musica si ascoltava in casa tua?

In casa si ascoltava musica napoletana. Claudio Villa era il cantante favorito di papà; mentre io ero attratto da altri sound, tipo i Pink Floyd.

Che scuole frequentavi?

Ho terminato le superiori.

Eri uno studente esemplare?

Devo dire, con una punta di orgoglio, che ero uno studente abbastanza sveglio e ricettivo.

Possiamo dire che sei un calciatore mancato?

Lo puoi scrivere. Ero in gamba, ma ho deciso che quella non era la mia strada.

Arrivato a New York che facevi per guadagnarti da vivere?

Essendo un esperto Geometra, e nonostante le difficoltà della lingua che dapprima non capivo ma che via via apprendevo, subito ho iniziato a lavorare come direttore di un cantiere edile. Ma per diverso tempo, soprattutto per racimolare soldi, ho fatto pure il modello.

Questo è ciò che ti eri prefissato?

Sinceramente no. Il mio intento primario era lo studio del Pianoforte, e poi volevo scoprire le potenzialità della mia voce.

Dalle tue poche note biografiche apprendo che hai studiato canto con la Maestra Ilma Valentini. Quali sono stati i suoi insegnamenti che ancora ricordi?

Uno, tra i tanti suoi insegnamenti, è stato quello di credere in me stesso; ma, soprattutto, a non lasciare mai lo studio per una corretta impostazione delle tonalità.

Nasci già con voce da tenore, oppure hai cambiato registro?

In effetti sono un Tenore Leggero o, come si suol dire, di grazia. E non ti sto a raccontare le notti insonni passate a studiare, ma con la tenacia e la passione si può raggiungere qualsiasi risultato, avendo, beninteso, le doti necessarie.

Come procede la carriera artistica?

Mi sta regalando enormi soddisfazioni, sia di pubblico che di critica settoriale.

Un altro incontro fondamentale è quello con Camilla Coppola la quale, in qualità di Direttrice Operistica del “New Rochelle Opera House”, ti propone come secondo tenore ne I Pagliacci, di Leoncavallo…

Devo dire che grazie a lei sono entrato nel giro che conta…

Altro nome di prestigio è quello di Alba Mazza, che ti indirizza verso il “Classico Napoletano”…

Sì. In effetti grazie alla Direttrice Coppola ho conosciuto Alba Mazza la quale, da esperta qual è, mi ha dato la dritta giusta, indirizzandomi verso le canzoni napoletane classiche, non disdegnando qualche capatina nelle Romanze. E per tanti anni, qui a NY, ho basato le mie performance sui brani che, possiamo dirlo senza ombra di smentita, quasi tutti conoscono, e pertanto gli apprezzamenti ricevuti mi hanno “costretto” a proseguire su questa strada.

Poi nella tua vita artistica irrompe Licia Albanese, soprano tanta cara ad Arturo Toscanini. Una svolta importante direi…

Vero. Con lei tanti sono stati i Master Class. I suoi preziosi suggerimenti mi hanno fatto comprendere che il mio timbro di voce risaltava maggiormente nei falsetti, nella voce… dolce.

Mentre il Maestro Alfredo Bonavera ti inserisce nel giro dei Big Event…

Sì, ma a suo avviso, e con giusta ragione, dovevo sempre continuare nello studio per un maggiore perfezionamento. In ogni modo abbiamo tenuto innumerevoli concerti nel migliori club di New York.

Una location a te cara è sicuramente la Valley Hall, di New York…

Noto che sei informato (ride). Ricordo che proprio in questa splendida location con il mio fraterno amico Gaston Rivero alla fine della nostra esibizione abbiamo registrato quasi venti minuti di Standing Ovation. Una manifestazione di affetto che ancora mi commuove.

Anche il Columbus Club, di NY, così come il Tiro A Segno ti vedono protagonista di numerose serate. Quali brani presentavi?

Più che altro si trattava di classici napoletani. Brani che sono arcinoti al pubblico americano.

Ad Atlantic City hai fatto da “Opening Act” per diverse celebrità nostrane

Tante sono state le celebrità italiane che sono state a cantare qui e ai quali ho fatto da “apripista” per i loro concerti. Tra questi mi piace ricordare Albano Carrisi; ma, numerosi sono stati pure i cantanti napoletani, o che hanno rappresentato la canzone classica napoletana. Uno per tutti: Renzo Arbore, con cui mi sono esibito per la manifestazione di Miss Italia nel mondo.

Una ulteriore svolta al tuo cantare si registra dopo la conoscenza della giornalista ed organizzatrice Silvana Romania che, come organizzatrice del Festival Of Song USA di NY –tra l’altro gemellato con il prestigioso Cantamare di Gianni Contino- ti indirizza verso la Pop Music. Hai trovato la tua giusta dimensione?

Credo proprio di sì.

Non possiamo elencare le tue innumerevoli partecipazioni ed esibizioni, e pertanto veniamo ai nostri pandemici giorni. Esordisci come autore di: Amore Non È. Puoi dirci come nasce questo accattivante brano Radio Friendly?

Più che altro vorrei sottolinearne il perché di questo brano. La canzone è nata per rimarcare che, a volte, la vita frenetica che svolgiamo, specialmente qui a New York e come in tante altre città che hanno ritmi estenuanti, ci porta, a noi artisti sempre impegnati ovunque ci chiamano e per mantenere costante una sorta di visibilità che altrimenti ci condurrebbe all’oblio in men che non si dica, a dimenticare ciò che è fondamentale nella vita di ogni essere umano; e vale a dire l’amore per la tua compagna e per coloro che rappresentano la tua famiglia. Non vorrei dirlo ma spesso mi pongo delle domande per cercare di capire se realmente tutto questo viaggiare da uno Stato all’altro valga davvero la pena. Confesso che quando sento gli applausi e vedo il pubblico in piedi entusiasta che mi richiama a gran voce sul palco… me ne dimentico.

A proposito di Sasha Buonanno e Miki Cianciolo: mi hanno spifferato che tra non molto avremo un bel duetto ed una eventuale mini tournée. Anticipami qualche altra notizia

L’incontro con Miki e Sasha Buonanno è stato molto importante, perché il “lavoro di squadra” riesce a far diventare più semplice quello che stiamo portando avanti, nonostante le enormi difficoltà che stiamo vivendo. Loro sono delle persone splendide e solari e infondono grande dedizione in questo mestiere spesso avaro di riconoscimenti.

Hai in programma un’uscita discografica?

Al momento è tutto fermo, anche perché, come sai, il mercato discografico non gode di buona salute. Ma spero quanto prima si risollevi, e anche per questo stiamo valutando una mini tournée in terra italiana. Di più, per ora, non posso dirti.

C’è qualcuno/a, in particolar modo che vuoi salutare, e/o ringraziare, da quest’altra parte dell’oceano?

Certamente. Vorrei ringraziare quanti hanno creduto in me e che ancora oggi mi spronano a continuare. Ringrazio, inoltre, tutti i maestri che hanno contribuito alla mia formazione. E, per finire, saluto gli amici italiani che con entusiasmo seguono la mia carriera.

Fin qui la chiacchierata, alquanto intermittente, con Antonio Guarna.

Devo dire che il brano, Amore Non È, -scritto da Antonio Guarna e Miki Cianciolo- ha un ritmo trascinante, direi spagnoleggiante, all’ascolto del quale è probabile che vi ritroviate sia a ballare che a battere i piedi, e che in alcuni passaggi ricorda/richiama lo Julio Iglesias dei tempi migliori.

Davvero un bel sentire.

Anche il video (e mi riferisco alla danzatrice Nancy Yvonne) che trovate in Rete propone un bel vedere.

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Antonio Guarna

Antonio Guarna

 

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