Vistosi tagli all’intonaco sul tetto a semicerchio della settecentesca struttura, dove si venera S. Stefano; scoloriti stucchi e affreschi di rara bellezza della navata a croce greca e delle cappelle 

Cominciano a preoccupare le vistose crepe che solcano la cupola e le cappelle della settecentesca parrocchia S. Maria delle Grazie di Melito, dove si venera S. Stefano, patrono cittadino. La tenuta statica della mastodontica copertura non sembra al momento destare problemi sull’accessibilità dei luoghi, frequentati in tutte le ore dai fedeli che seguono i riti liturgici, ma la critica condizione estetica è evidente e sotto gli occhi di tutti. Sconsolato appare il parroco don Italo, forse arreso davanti alle evidenti difficoltà finanziarie che una completa ristrutturazione comporterebbe. La problematica sarebbe seguita dai tecnici della diocesi, dopo l’interessamento del consiglio pastorale, in attesa dei pareri che anche la soprintendenza ai beni artistici dovrebbe rilasciare.

Lo storico complesso religioso, tra i beni del Comune, assieme all’antica torre civica campanaria, nonostante altre opere pone seri interrogativi sullo stato di conservazione, sempre più carente nella parte superiore esterna, che presenterebbe larghi scollamenti di tenuta, alla base della cintura portante della cupola. Gli strati di isolamento sui tetto sarebbero in cattivo stato di conservazione. Stucchi scoloriti dalle continue infiltrazioni d’acqua piovana offuscano la visione degli interni, decorati in alto con scene di rara bellezza estetica.

Percorrendo l’unica navata dell’antica chiesa madre si è circondati dalle larghe fessure che scendono in verticale dalla coperture, con i lucernari poco isolati dall’esterno e dove s’infittiscono cespugli di vegetazione selvaggia. Non si discostano dai segni di crepatura il tratto superiore dell’ingresso principale, sormontato dall’organo e dallo spazio per il coro e parte del cappellone delle Anime del Purgatorio, le cui fondamenta esterne su via Roma sono lambite dalle acque del fiumiciattolo sotterraneo che attraversa il centro storico cittadino. Tratti di storia e disegni della costruzione della parrocchia,“in pianta a croce greca”, sono visibili all’interno della chiesa sui leggii, che racchiudono in un box cordonato un piccolo tratto di navata, forse più esposto all’erosione degli intonaci superiori e quindi off limit per i fedeli.

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