Tra la notte del 28 e del 29 maggio un’infermiera dell’ospedale Cardarelli è stata aggredita fisicamente e verbalmente dal figlio di una paziente, dopo che gli aveva chiesto di evitare di fare video e foto all’interno del Pronto Soccorso a causa della presenza di altri pazienti, anche in gravi condizioni.

Secondo quanto si apprende, l’individuo voleva documentare la negligenza dei medici che ritardavano nel curare sua madre.

Sembrano, quindi, non fermarsi le aggressioni nei confronti del personale sanitario e da mesi il Nursing Up chiede di prendere seri provvedimenti per arginare il problema ma la violenza non sembra destinata a fermarsi e non succederà se non si mettono in atto azioni mirate a proteggere l’incolumità fisica e psicologica degli infermieri, tutelando la categoria da gesti incomprensibili e mai giustificabili.

Laura Barbato

Commenti

commenti