È morto oggi Luciano De Crescenzo, un intellettuale poliedrico della cultura partenopea: scrittore, regista, attore, e conduttore televisivo. Aveva quasi 91 anni. 

Nato a Napoli, nella zona di Santa Lucia, Luciano De Crescenzo ha inizialmente intrapreso una strada totalmente diversa, da quella che sarebbe poi diventata la sua vera vocazione, vale a dire quella di “scrittore divulgatore”.  

Laureato all’Università di Napoli “Federico II” in ingegneria idraulica, lo scrittore si è trasferito a Milano, dove ha svolto per circa vent’anni la professione di addetto alle pubbliche relazioni all’IBM.  

Una doppia vita, una duplice passione, che lo ha portato ad abbandonare il suo lavoro, proprio nel momento in cui era stato promosso a dirigente, per dedicarsi pienamente alla scrittura. Il successo istantaneo è arrivato nel 1977 con il famoso bestseller Così parlò Bellavista, da cui sarà in seguito tratto un film omonimo, diretto da lui diretto. 

Scrittore proficuo, ha realizzato circa una cinquantina di opere, tra cui i più noti: Oi dialogoi (1985), Fosse ’a Madonna! (2012), Garibaldi era comunista (2013) e Stammi felice (2015). 

La sua fama è internazionale: si parla di quasi 20 milioni di copie vendute nel mondo, di cui 7 milioni in Italia. Le sue opere sono state tradotte in 19 lingue e diffuse in 25 Paesi nel mondo. 

È stato un intellettuale particolarmente amato dal popolo napoletano, in quanto ha saputo trasfondere l’autenticità della città: “Anche se Napoli, quella che dico io, non esiste come città, esiste sicuramente come concetto, come aggettivo. E allora penso che Napoli è la città più Napoli che conosco e che dovunque sono andato nel mondo ho visto che c’era bisogno di un poco di Napoli”. 

Yuliya Gorshkova

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