Primi sei iscritti nel registro degli indagati per la morte del giovane dj intento ad accendere il barbecue

Filippo Marzatico, meglio noto come “Filip Master”,  aveva appena 20 anni e una fiorente carriera davanti come giovane dj.

Una vita stroncata brutalmente lo scorso 8 luglio quando Filippo si è ferito procurandosi ustioni su circa il 40% del corpo mentre era intento ad accendere il barbecue.

Una fiammata di ritorno, probabilmente, lo ha investito procurandogli ustioni diffuse ma principalmente agli arti e ad un fianco.

Il giovane sarebbe stato prontamente soccorso dai familiari e, nonostante il dolore delle bruciature, a detta dei familiari pare riuscisse ad essere rimasto lucido finendo anche per tranquillizzarli.

Le chiamate al 118 saranno ripetute, secondo le testimonianze dirette di chi, quel giorno, era lì alla ricerca disperata di aiuto: una serie di telefonate partite a più riprese anche da diversi smartphone per un intervento che tardava a concretizzarsi perché, secondo dichiarazioni dei parenti, il 118 non rispondeva.

Solo dopo la decisione di chiamare i carabinieri per chiedere aiuto, sarebbe arrivata l’ambulanza a circa 30 minuti dall’incidente.

Secondo le dichiarazioni di una cugina del dj, il giovane, nonostante le ustioni e nonostante riferisse di “sentirsi bruciare dentro”, era vigile e cosciente al punto tale che anche le dichiarazioni del padre lo confermeranno.

A disposizione della magistratura, infatti, c’è un video nel quale si vedono i pochi frame che riprendono chiaramente Filippo, in accappatoio bianco, camminare autonomamente e salire nell’autoambulanza.

La direzione sarà quella di arrivare all’Ospedale di Frattamaggiore: qui, il giovane sarà accolto ed intubato e gli verranno, a detta dei familiari, somministrati dei sedativi per lenire il dolore. I suoi parametri vitali sono nella norma. Da lì, poche ore dopo, il giovane sarà trasportato in terapia intensiva dove troverà poi la morte.

Il padre del ragazzo che si aspettava un trasferimento presso il Cardarelli all’indomani, purtroppo, riceverà esclusivamente la notizia del decesso per arresto cardiocircolatorio.

Il 12 luglio scorso si sono tenuti i funerali del giovane dj e nella stessa giornata è partita la denuncia della famiglia alla ricerca della verità.

Nell’esposto i familiari di Filippo richiedono tramite i loro legali la riesumazione della salma e l’esame autoptico che, per scelta del magistrato di turno, non era stato disposto.

La rabbia dei genitori starebbe proprio nel fatto che il giovane sia entrato in autoambulanza da solo, sulle sue gambe e non sia più tornato a casa.

Ieri c’è stata una prima svolta nell’indagine: la Procura ha iscritto nel registro degli indagati 6 persone tra medici ed infermieri presenti in quelle ore di soccorso al giovane.

Si tratta, ovviamente di un atto dovuto e propedeutico quando si apre un fascicolo con l’accusa di omicidio colposo.

L’atto sarà formalizzato in Procura il giorno 26 luglio e poi si procederà con la nomina di un consulente per la perizia del caso.

Foto dal web

Marianna Di Donna

 

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