Si conclude la rassegna cinematografica organizzata dal Forum Giovani di Melito, ma non si esauriscono le idee di questo promettente gruppo di ragazzi melitesi. Abbiamo intervistato Francesco Morfini, responsabile Cultura e promotore del cineforum.MELITO - Domani giovedì 19 luglio alle ore 19.00, presso la Biblioteca Comunale, verrà proiettato “Il sapore della vittoria” di Boaz Yakin. Il film, inserito nel filone “anti- razzismo”, è l’ultimo previsto dal calendario del cineforum.
Basato su una storia vera, la pellicola narra di un uomo afro-americano (Denzel Washington) che, nei primi anni ’70, viene chiamato a rimpiazzare un allenatore di football in una scuola superiore della Virginia. Con tenacia insegnerà ai suoi ragazzi ad abbattere le barriere sociali e razziali, e a lavorare uniti per vincere.
L’incontro di domani, sempre ad ingresso gratuito, è l’ultimo tassello di un progetto culturale convincente e ambizioso che nell’arco di due mesi ha saputo coinvolgere una parte di popolazione attiva e proporre tematiche sociali rilevanti, con dibattiti post-proiezione e testimonianze importanti.
Il lavoro del Forum dei Giovani di Melito però non si esaurisce. Francesco Morfini, ventitreenne laureando in Scienze della Comunicazione con la passione per il cinema e la musica, nonché responsabile Cultura del Forum, ci ha parlato dei progetti in cantiere e di quanto sia importante dare una possibilità ai giovani – e non solo – della nostra città.
Kinoglaz è giunto al suo ultimo appuntamento. Quali sono stati i criteri per la selezione dei film da proporre?
Il Forum si è riunito, ed insieme abbiamo deciso di scegliere delle tematiche attorno le quali poter poi organizzare delle discussioni post-proiezione. Poi ho stilato una lista di 30 film e scelto i quattro che abbiamo proposto in base alle tematiche anti-camorra e anti-razzismo.
Come ha risposto la cittadinanza?
La cittadinanza ha risposto, ma allo stesso tempo non ha ancora risposto. Nel senso che non siamo arrivati ancora a quella “massa sconosciuta”. Sono venute persone che conosciamo –amici, parenti-, sempre membri della popolazione certo, ma la cittadinanza sconosciuta non ha ancora risposto. Questo è un lavoro che probabilmente dobbiamo fare su noi stessi, per capire come arrivare a tutta la cittadinanza. Ci aspettiamo di raggiungere quella cittadinanza sconosciuta e che questa risponda. Anche se siamo consapevoli delle difficoltà, visto che non c’è ancora una forte predisposizione a questi eventi. Purtroppo viviamo in una condizione sociale in cui le persone non credono che possibilità vengano date senza secondi fini e soprattutto senza scopi di lucro. Il cineforum è nato per dare la possibilità, a chi non ce l’ha, di approcciarsi alla cultura e vedere film senza pagare. Ma non tutti lo capiscono.
Quali difficoltà avete riscontrato?
Non ci sono state difficoltà di carattere organizzativo-logistico. Abbiamo riscontrato però un’inattività della cittadinanza rispetto ad eventi culturali. Sicuramente, ci sono state difficoltà di comunicazione, probabile anche per una nostra inesperienza. E poi c’è da considerare che il Forum, anche giustamente, non dispone di una somma di denaro. Ciò rende impossibile fare passi più significativi, come ad esempio realizzare una campagna pubblicitaria efficace.
Ci saranno nuove edizioni?
Non so se rifaremo Kinoglaz, ma sicuramente riorganizzeremo un cineforum.
Cosa può fare l’Arte, in particolare il Cinema, per un territorio come quello melitese?
È una bella domanda. L’arte, in generale, avvia gli individui a comunicare in verità. Dal momento che l’arte è fatta d’emozioni, queste sono capaci di svestire l’essere umano di alcune sovrastrutture. L’arte ha la capacità di rendere la comunicazione più vera. La materia delle arti sono le emozioni e le emozioni riportano la verità degli individui. Forse troppo poeticamente, immagino che l’Arte possa migliore l’individuo, facendolo arricchire delle differenze. L’arte evidenzia le differenze e ti avvia al ragionamento. È uno strumento democratico che non ti si da mai completo, occorre sempre ragionare sul senso della forma artistica. Il cinema in particolare è una delle forme d’arte più esplicita. È la forma d’arte meglio inserita nelle dinamiche sociali. Tutti hanno avuto a che fare con il cinema, almeno una volta nella vita. E con i film che danno alla tv, l’arte cinematografica è più presente nelle case delle persone. È la forma d’arte più quotidiana e “commerciale”, per questo abbiamo pensato al Cinema.
In pochissimo tempo, il Forum Giovani è diventato una realtà stimolante e operativa, e un punto di riferimento per i giovani melitesi. Quali sono i vostri obiettivi? E quali eventi avete in cantiere?
Abbiamo tante cose in cantiere: un concorso letterario, un evento musicale e ripetizioni scolastiche nella nostra nuova sede. Organizzeremo una settimana dello sport in collaborazione con le associazioni sportive dei territori limitrofi, e abbiamo già contattato un grande nome dello sport. Forse, quest’ultimo, è il progetto che potrà riuscire meglio rispetto agli altri.
Il nostro obiettivo è quello di dare una possibilità a chi non ce l’ha. Questo è il senso che vogliamo dare al Forum. Possibilità per i giovani.
Giovanna Amore