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il lavoro

Il melitese al lavoro

Il melitese era un maestro nell'arte agricola, perché dedito all'agricoltura da sempre aveva raggiunto una esperienza che lo aveva portato ad altissimi livelli, specialmente nella coltivazione di alberi da frutta e nella cura e tenuta delle piantagioni.

La preminenza delle coltivazioni del melitese era però la mela "annurca", dominava nelle piantagioni, prima perché attecchiva molto bene visto il terreno fertile, e poi, per la maestria dei coltivatori che mettevano nella conservazione del frutto.
Dopo la raccolta, le mele erano portate al ’melaro', ovvero un’ appezzamento di terreno, fatto a file e coperto di paglia (porche d' è mele), leggermente pendenti a destra e sinistra per far defluire l'acqua, qui le mele venivano disposte di taglio, su due file, una sull'altra e periodicamente girate, in maniera che, il frutto, possa colorirsi uniformemente esposto al sole. Questo lavoro era fatto generalmente dalle donne.
I meno giovani possono certamente ricordare la festa nei campi quando si spandeva nell’aria quell’ indescrivibile profumo.
In inverno, per le gelate, le mele venivano ammucchiate e coperte con paglia per proteggerle e non farle infradiciare, e man mano venivano consumate.


Le attività paragrigole del melitese non erano da meno, e si distinguevano specialmente per la produzione del vino. Per la qualità del terreno ( molto grasso) e il clima umido, la zona non consentiva la produzione di uva buona, essi acquistavano dalla Calabria e dalla Puglia zone produttrici e con maestria ne ricavavano dell'ottimo vino per il fabbisogno locale e alimentare il commercio del prodotto.
Nella produzione non mancava il vino caratteristico, "il fraulino", ricavato da uva fragola, un vinello di non elevata gradazione alcolica, ma di una fragranza ed un aroma molto gustosi.

L'esperienza enologica, a portato il melitese anche alla produzione e manutenzione di botti di rovere, costruite a mano, e che per innumerevoli anni hanno accompagnato i nostri risvegli a suon di martellate ai cerchi e ai tombagni.

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